La Borraccia n.203

L’ACQUA

Tutte le nostre facoltà, interiori o esteriori, quelle della sensibilità e delle avidità, come pure le nostre facoltà razionali, devono essere legate, ognuna al suo posto, in una vera sottomissione alla volontà di Dio.
(Padre Giovanni Taulero)

I SORSI

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Cari pellegrini, lavoriamo un po’ di fantasia e immaginiamo come possa essere il mondo se non ci fosse la forza di gravità. Ci sentiremmo certamente più leggeri, planeremmo nell’aria come vediamo fare agli astronauti nelle navicelle spaziali.

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Ma, se non ci fosse la gravità, ci sarebbe anche altro, e tutt’altro che gradevole. Le cose girerebbero pericolosamente intorno a noi. Non avremmo la possibilità di mettere un oggetto al suo posto che questo si allontanerebbe girovagando senza più ordine.

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Ecco la chiave: senza la gravità, non ci sarebbe stabilità, e senza la stabilità, non ci sarebbe ordine.

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Cari pellegrini, nelle parole di padre Taulero (1300-1361) che fanno da acqua di questa borraccia c’è un’espressione verbale molto significativa: “devono essere legate”. Egli dice che tutto ciò che noi abbiamo lo dobbiamo “unire” per orientarlo verso Dio.

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Però, con questa espressione verbale (“devono essere legate”) possiamo intendere non solo ciò che noi diamo a Dio, ma soprattutto ciò che da Lui riceviamo.

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E qui, cari pellegrini, sta un punto decisivo: se doniamo tutto noi stessi a Dio, Egli ci conserverà come unità, cioè salvaguarderà la nostra persona e la nostra vocazione di uomini.

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Il grande scrittore russo Solgenitsin (1918-2008) parlava del mondo contemporaneo come di un “mondo in frantumi”. Un suo discorso fatto ad Harvard l’8 giugno 1978 è ricordato proprio con questo titolo. E infatti l’uomo di oggi è “frantumato”, “atomizzato” e perfino “liquefatto” (l’immagine della “liquidità” che va tanto di moda per leggere sociologicamente i nostri tempi).

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Perché questo? Perché l’uomo ha perso il “collante” per tenersi unito. Da qui il fatto che non capisce più perché vivere, perché soffrire, perché morire.

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Ma allora: qual è il vero “collante”? Dio!

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Attenzione però: non solamente Dio in quanto “Causa Prima” che dà senso a tutto l’esistente, ma anche e soprattutto in quanto “Volontà” a cui tutto il nostro essere deve essere conformato.

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Insomma, cari pellegrini, perché la nostra vita rimanga “unita” c’è bisogno tanto del “Fine” a cui orientarla quanto del “Progetto” a cui conformarla.

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1Proprio come la Provvidenza ha voluto la realtà in cui noi siamo: tutto serve a qualcosa perché è da noi afferrabile e tutto può realizzare il progetto per cui esiste in quanto è stabile. Ciò grazie alla forza di Gravità: vero simbolo non solo dell’ “Esistenza” ma anche della “Presenza” di Dio!

Al Signore Gesù

Signore, tutto ciò che io ho, Tu me lo hai donato.

Dunque, non solo è opportuno, ma è anche giusto, che ogni mia capacità la leghi a Te.

Mio Signore, tutto ciò che posseggo deve servire per legarmi ancora più a Te.

Tutto ciò che posseggo deve servirmi per riconoscere ancor più la Tua signoria nella mia vita.

Signore, l’unico “collante”, l’unica mia “forza di gravità” sei Tu.

Tu sei il fine che tiene unito tutto.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu che hai sempre vissuto e rispettato l’ordine nella tua anima…

Tu che il disordine del peccato non ti ha neppure sfiorata…

Tu che hai orientato tutto il tuo essere a Colui che hai generato…

Vengo da Te, alla Tua scuola, perché possa ordinare anch’io la mia anima e capire che senza il Tuo Divin Figlio tutto si trasformerebbe in un angosciante caos.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

 

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