La Borraccia n.21

L’ACQUA

“Saldo è il mio cuore, o Dio, saldo è il mio cuore.
Voglio cantare, a Te voglio inneggiare:
svegliati, mio cuore, svegliati arpa, cetra,
voglio svegliare l’aurora.”
(Salmo 57)

I SORSI

1

Cari pellegrini, nelle parole dell’ “acqua” di questa “borraccia” c’è un’immagine che viene subito in mente: l’abbraccio. Poi capirete il perché.

2

Il salmista ripete l’espressione “saldo è il mio cuore.” Cosa vuol dire? Che l’uomo vive la sua vita come fosse una tempesta, e molto spesso è davvero una tempesta. Quante prove, quanti disagi, quanti affanni, quante ansie e preoccupazioni!

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Da qui la tentazione del Nemico (il diavolo) che vorrebbe far credere che nulla ha senso; che se Dio davvero vi fosse, la vita non potrebbe che essere un’armonia, un navigare tranquilli nella bonaccia.

4

E invece, ecco che il salmista tiene a precisare che l’importante è tenere “saldo il cuore”, ovvero: malgrado ciò che possa eventualmente tentare, ossessionare, suggestionare la mente, il nostro amore deve rimanere àncorato saldamente alla ragione di un’evidenza, che Dio è presente, ci guida, ci ama, è al nostro fianco… anche se alle volte sembra nascondersi.

5

Anzi, cari pellegrini, è proprio in questi momenti che Egli è ancora più presente.

6

E veniamo all’immagine a cui abbiamo fatto riferimento prima: è come quando una persona ci abbraccia. Paradossalmente, più questa è vicina, e più è difficile vederla. La sentiamo, ma è troppo stretta a noi per vederla. A differenza, invece, di quando è distante e, proprio perché distante, possiamo più facilmente notarla.

7

Il salmista aggiunge poi un’altra cosa. Proprio perché il cuore deve rimanere “saldo”, tutto si deve tradurre in letizia. Una letizia di lode, tant’è che bisogna “svegliare” l’arpa, la cetra, ogni meraviglioso strumento per accompagnare la presenza del Signore con deliziose armonie.

8

Insomma, è la “saldezza del cuore” ciò che rende la vita un’armonia, un suono melodioso, una musica dolcissima che quieta l’animo.

AL SIGNORE GESU’

Signore, l’àncora ha bisogno di saldarsi nella roccia in fondo al mare, la corda della nave deve legarsi al palo robusto del molo, i chiodi degli scarponi dell’alpinista devono entrare bene nelle piccole fenditure della roccia di montagna… e così anch’io devo saldarmi in Te.
Permettimi che questo avvenga.
Ti chiedo però che sia la tua forza a gettare l’àncora, a legare la corda, a indossare gli scarponi, perché io sono quello che sono e l’unica mia speranza di “saldezza” sei Tu.
Da solo non posso farcela.

ALLA MADRE CELESTE E DELLO SPLENDORE

Madre, affido a Te la mia “saldezza”, la mia costanza, la mia definitiva fedeltà al Tuo Divin Figlio.
Rinnovo come sempre, come ogni giorno, il mio desiderio di camminare con Te.
Tu mi devi accompagnare.
Tu devi essere la luce del mio cammino, perché “saldamente” i miei passi possano condurmi alla méta del Paradiso.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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