La Borraccia n.217

L’ACQUA

Il Signore Gesù, tornato dal Tempio e da Gerusalemme a Nazareth con i suoi genitori, vi dimorò con loro fino al suo trentesimo anno e «stava loro sottomesso» (Lc 2,51). Non troviamo nulla nelle Scritture che egli abbia fatto durante quel tempo, e questo ci sorprende molto… Eppure sii attento e vedrai chiaramente che, pur non facendo nulla, ha fatto meraviglie. Ognuno dei suoi atti infatti rivela il suo mistero. E come agiva con potenza, così tacque con potenza, ha vissuto nel ritiro e nell’oscurità con potenza.
(San Bonaventura – Meditazioni sulla vita di Cristo)

I SORSI

1

Cari pellegrini, cosa fa il sole in cielo? Illumina e riscalda, riscalda e illumina. Lasciamo stare tutti i moti gravitazionali che ci dicono che anch’esso si muove, resta il fatto che fondamentalmente sta fermo e che la Terra gli gira intorno facendosi illuminare e riscaldare da lui.

2

Se il sole si muovesse velocemente avvicinandosi troppo alla Terra o allontanandosene troppo, non solo non svolgerebbe la sua funzione, ma diverrebbe pericoloso e perfino distruttivo.

3

E invece il sole illumina e riscalda stando fermo.

4

Cari pellegrini, l’acqua della borraccia di questo giorno è costituita da una riflessione di san Bonaventura (1221-1274) riguardo la vita cosiddetta “nascosta” di Gesù. Il periodo, cioè, precedente la sua attività pubblica che sarebbe iniziò intorno ai trent’anni.

5

Il punto nodale delle parole di san Bonaventura è quando dice: “…pur non facendo nulla, ha fatto meraviglie.” E ancora: “…ha vissuto nel ritiro e nell’oscurità con potenza.”

6

Ma si possono fare meraviglie senza far nulla? E si può vivere nell’oscurità con potenza? Sono domande, queste, che non riusciamo ad intendere. E il motivo sta nel fatto che non riusciamo a capire adeguatamente cosa significa vivere con Dio e vivere della vita stessa di Dio (la Grazia).

7

Gesù non faceva nulla, eppure faceva meraviglie; viveva nell’oscurità, eppure era potente. Perché? Perché la sua stessa presenza glorificava l’essere, la vita, l’esistere, tutto. Dio non ha bisogno di fare, Dio è! Dio non diventa Dio, facendo Dio, ma Dio è Dio, perché è Dio!

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E allora, cari pellegrini, quale lezione possiamo trarre da questo? Certo, sappiamo che Dio ci chiama ad agire. Sappiamo che dobbiamo combattere. Sappiamo che non possiamo tirarci indietro nella lotta, né vigliaccamente scappare, rimanere silenziosi dinanzi all’imperversare della menzogna. No, questo non lo possiamo fare; ma, attenzione, prima di tutto questo “fare”, dobbiamo “essere”.

9

“Essere” vuol dire dobbiamo stare con Dio. Dobbiamo vivere nella Sua Grazia. Se c’è questo, c’è già tutto. Perché da questo, solo da questo, può scaturire un agire sensato, efficace e salvifico per noi e per gli altri. Altrimenti ci illudiamo.

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Cesare Pavese (1908-1950), famoso poeta del ‘900, non aveva la risposta religiosa e visse nella disperazione del non-senso nichilistico, ma con onestà intellettuale dice nel suo diario, l’8 agosto del 1940: “La vita non è ricerca di esperienze, ma di se stessi. Scoperto il proprio strato fondamentale ci si accorge che esso combacia col proprio destino e si trova la pace.”

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Ecco, cari pellegrini, la vera vita è proprio questa: non è la ricerca di esperienze, non è il fare, non è l’agire senza un perché, non è l’affanno dell’uomo di oggi che non sa da dove viene e dove sta andando, ma far combaciare l’essere al proprio destino. Cioè: raggiungere il fine per cui si è stati fatti. E questo destino è Dio, solo Lui.

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Ed ecco che, cari pellegrini, quando si è con Dio, si può anche non fare nulla, ma si fa tutto. Si può anche vivere nascosti, ma si è potenti!

Al Signore Gesù

Signore, mi basti Tu.

Non mi interessa cosa potrò fare, mi interessa unicamente stare con Te.

La mia prima assicurazione è stare con te, quindi non abbandonarti con il peccato… poi mi puoi chiedere di fare ciò che vuoi.

Alla Madre celeste e dello Splendore

Madre, nel Vangelo Tu sei la grande nascosta, eppure tutto ciò che nel Vangelo avviene, avviene perché Tu lo hai permesso.

Madre, voglio stare al tuo fianco per mettermi alla scuola della Tua immensa umiltà. Capire che ciò che conta non è apparire, ma stare con il Tuo Divin Figlio.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

 

 

 

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