La Borraccia n.218

L’ACQUA

Le pene che affliggono l’umanità sono una grazia, sono la voce che richiama le anime al Crocifisso perché abbiano la vita in Colui che può dare conforto nelle sofferenze.

(Servo di Dio don Dolindo Ruotolo)

I SORSI

1

Cari pellegrini, vi sarà capitato, in pieno inverno, di vedere dei muratori lavorare in un cantiere. La mattina presto, il gelo, forse anche la neve. Prima di mettersi al lavoro accendono un po’ di fuoco per riscaldarsi con la speranza di avere al più presto mani e braccia calde per poter lavorare. Una fatica dura. Una situazione scomoda, anzi scomodissima. E tutto questo perché? Per fare in modo che qualcuno possa avere una casa in cui dimorare nel tepore e nella comodità. Si lavora al freddo per offrire il calore. Si lavora scomodi per offrire la comodità.

2

L’acqua di questa borraccia riporta delle parole di un santo sacerdote forse ancora poco noto, ma che dovrebbe essere invece molto conosciuto. Un autore spirituale a cui il C3S è molto affezionato: il Servo di Dio don Dolindo Rutotolo (1882-1970). Egli dice che le pene sono una grazia, perché richiamano al Crocifisso che, solo, è capace di consolare nella vita.

3

Cari pellegrini, tutti quanti noi (e chi si sfila è disonesto!) ha bisogno di essere consolato.

4

La consolazione  è trovare ristoro nella drammaticità dell’esistere.

5

Attenzione: per “drammaticità” non dobbiamo intendere necessariamente cose tragiche (anche quelle), ma le piccole fatiche, le lotte, le prove anche banali che attanagliano il quotidiano di ognuno.

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Ebbene, la consolazione è il tirare il fiato. E’ l’asciugamano che ti assorbe il sudore prima che vada ad irritare gli occhi. E’  l’acqua fresca nell’afa opprimente. E’ il tepore del camino o del termosifone quando si è intirizziti dal freddo.

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La consolazione della drammaticità dell’esistere è sapere che tutto ciò che si fa, con fatica e con sacrifico, trova significato nell’amore e nella volontà di Dio, perché Lui stesso, accettando la Croce e salvandoci con Essa, ci ha indicato questa unica strada.

8

Ed ecco dunque, cari pellegrini, perché sono vere le parole di don Dolindo Ruotolo: le pene sono una grazia perché richiamano a questa sacrosanta verità, ovvero che solo nella Croce di Cristo tutto trova significato…

9

…che solo nella Croce di Cristo si riceve la giusta consolazione per affrontare qualsiasi disagio: c’è infatti un dopo a tutto.

10

La prova non è l’ultima parola… c’è un dopo.

11

Il dolore non è l’ultima parola… c’è un dopo.

12

La sofferenza non è l’ultima parola… c’è un dopo.

13

Insomma, come i bravi muratori dell’immagine da cui siamo partiti. Lavorano al freddo… ma c’è un dopo: una casa calda per una famiglia!

Al Signore Gesù

Signore, ti ringrazio per le tutte le pene che permetti nella mia vita.

Fa che non mi ribelli mai alla Tua Volontà.

Ogni cosa mi accada, fa che abbracci e baci sempre la Tua Croce.

Madre celeste e dello Splendore

Madre, Tu sei Colei che più di tutte ha capito il valore della sofferenza.

Tu hai vissuto sin da subito il dolore di sapere cosa sarebbe toccato al Tuo Divin Figlio, ma hai sempre vissuto nel “dopo”, perché la Speranza non ti ha mai lasciata.

Vengo alla tua scuola, perché anch’io voglio anch’io vivere così.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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