La Borraccia n.222

L’ACQUA

Tu sei diventato la mia speranza, o Signore: torre fortissima contro il nemico

(Salmo 60)

I SORSI

1

Cari pellegrini, nel secondo volume della trilogia di quel grande capolavoro di Tolkien, che è Il Signore degli Anelli, si parla di due Torri. Anzi ,il titolo del volume è proprio Le due Torri. Il riferimento è a due bastioni che gestiscono l’azione del Male, che vede protagonista l’Oscuro Signore Sauron, per far sì che la Terra di Mordor conquisti la Terra di Mezzo. Il bastione principale è quello di Sauron, il secondo è la Torre di Isengard dove dimora lo stregone Saruman, che dalla parte del bene è poi passato a quella del Male.

2

Nella Bibbia c’è un famoso riferimento alla torre ed è quello della Torre di Babele, la cui cima non doveva servire per osservare meglio il cielo (se fosse stato questo l’intento, Dio avrebbe benedetto l’opera), bensì per “toccare” il cielo, ovvero per far sì che l’uomo potesse sostituirsi a Dio.

3

Dunque, la simbologia della torre figura come qualcosa che esprime una sorta di delirio, di sogno scorretto da parte dell’uomo, quello di sfidare Dio, quasi di mettersi al suo livello per dirgli: adesso posso competere con Te!

4

Un po’ come fanno i bambini. Si vedono più bassi degli adulti e che fanno? Prendono uno sgabello, vi si pongono sopra e dicono: adesso sono alto come te! Ma è un’ingenua illusione.

5

Così è l’uomo che spesso s’illude non solo di poter competere con Dio, e quindi di sfidarlo, ma anche di farne completamente a meno.

6

L’esito però in questi casi è sempre il crollo della “torre”, cioè il naufragio di tutta quella costruzione mentale secondo la quale si possa essere completamente autosufficienti.

7

Cari pellegrini, l’acqua di questa borraccia parla sì della torre, ma in un altro senso. Dice che la vera torre che serve all’uomo non deve essere costruita. C’è già. E’ Dio!

8

Insomma, se l’uomo vuole diventare “più alto”, cioè più grande, deve salire sulla torre di Dio.

9

Deve abbracciare Dio.

10

Deve reggersi a Lui.

11

Deve farsi sostenere da Lui.

12

All’uomo non spetta costruire false torri. All’uomo spetta salire su quell’unica torre che è Dio stesso. Se sale questa torre, se intelligentemente la utilizza, tutte le altre torri sfracelleranno al suolo.

13

Come avviene nel capolavoro di Tolkien. Un mezz’uomo, un hobbit di nome Frodo, riesce a far crollare le due Torri del Male. Grazie a cosa? Grazie al fatto di essere rimasto fedele alla “Torre del Bene”, cioè all’aver offerto la sua vita per distruggere l’anello del potere, ovvero il segno del peccato e dell’orgoglio.

Al Signore Gesù

Signore, io non ho altra speranza che Te.

Tu solo puoi salvarmi dai miei nemici: il diavolo, il mondo e la carne.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, malgrado la tua fragilità di umile ragazza di Nazareth, il Signore ti ha fatto la più potente creatura dell’universo.

Nessuno è più forte di Te.

Piena di Grazia, sei il bastione fondato su Dio, che sconfigge ogni nemico.

Tu sei la la “Turris Eburnea”, cioè la “Torre d’Avorio”.

L’avorio ha due caratteristiche: la robustezza e il candore. Dunque, simbolicamente, rappresenta la fortezza e la purezza.

Proprio ciò che è l’Immacolata: fortissima e purissima. Fortissima perché purissima; purissima perchè fortissima.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri 

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