La Borraccia n.225

L’ACQUA

Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, che tutto creasti dal nulla e mediante l’opera delle api volesti che questa sostanza assumesse la perfezione del cero… ti preghiamo… di voler benedire e santificare queste candele destinate ai nostri usi.

(Rito di benedizione delle candele prima della Messa del 2 febbraio-Purificazione B.V.Maria)

I SORSI

1

Qualche giorno fa, cari pellegrini, è stata una grande festa: la Purificazione della Beata Vergine Maria, che ricorda anche la Presentazione di Gesù al Tempio.

2

Il tema dominante in questa festa è la luce: Gesù, luce del mondo. Infatti nel Vangelo si racconta l’episodio dell’incontro del vegliardo Simeone con il piccolo Gesù. Un incontro che suscita nell’anziano queste parole in merito a Gesù: “…luce per illuminare le nazioni e gloria di Israele…” (Luca 2)

3

Tenendo sempre presente il concetto di “luce”, proponiamo però di soffermarci su un oggetto, che, legato alla luce, fa da protagonista in questa festa: la candela. Tant’è che la festa stessa è detta anche la “Candelora”. Abbiamo, infatti, scelto come acqua di questa borraccia delle parole del rito di benedizione delle candele.

4

Ebbene, in queste parole, riferendosi alla candela, si ringrazia Dio che dall’opera delle api ha fatto sì che potesse esserci la “perfezione del cero”.

5

In che senso il cero è perfetto? Per rispondere a questa domanda vi offriamo -cari pellegrini- una bellissima poesia di Trilussa, poeta che scriveva in romanesco. La poesia s’intitola proprio “La Candela”:

Davanti ar Crocifisso d’una Chiesa
una Candela accesa
se strugge da l’amore e da la fede.
Je dà tutta la luce,
tutto quanto er calore che possiede,
senza abbadà se er foco
la logra e la riduce a poco a poco.
Chi nun arde nun vive. Com’è bella
la fiamma d’un amore che consuma,
purchè la fede resti sempre quella!
Io guardo e penso. Trema la fiammella,
la cera cola e lo stoppino fuma…

6

La parte centrale dice tutto, allorquando si afferma: “Chi nun arde nun vive…”

7

E’ proprio così, cari pellegrini, l’uomo è fatto per spendersi per Dio, per consumarsi con e della Sua luce.

8

Ed ecco la “perfezione del cero” di cui parla il rito delle benedizione della festa della candelora. Il cero è “perfetto” perché visibilmente, cioè in maniera inequivocabile e manifesta, è orientato al suo fine: che è quello di offrire la luce consumandosi.

9

Così deve essere anche per ognuno di noi. La nostra vita, cari pellegrini, è vera se ci “consumiamo” per Dio e, “consumandoci”, testimoniamo la Sua Luce. Questo tocca a noi. Ecco perché il fine primario dell’uomo e di ogni creatura è quello di rendere gloria a Dio.

Al Signore Gesù

Signore, ti chiedo di poter sempre vivere per te.

Tu sei il mio fine.

Tu sei la mia luce.

Per te voglio consumare il mio essere.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu sei la Regina della Luce, perché hai generato la Luce.

Tu sei la Stella più splendente, perché Dio ti ha riempita di splendore.

Mi metto al tuo fianco per beneficiare di questa luce e di questo splendore.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Share on:

Be the first to comment on "La Borraccia n.225"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*