La Borraccia n.227

L’ACQUA

Tutto ciò che vuole il Signore, Egli lo compie in cielo e sulla terra, nei mari e in tutti gli abissi.

(Salmo 134)

I SORSI

1

Cari pellegrini, guardate l’immagine che abbiamo scelto per questa borraccia. C’è un uomo sullo sperone di una roccia. Ha il cielo sopra di sé e sotto ha l’abisso. Ma a sovrastare tutto vi è una Croce enorme; poi si intravedono due grosse ali che potrebbero essere quelle di un’aquila. In questa immagine ci sono diversi elementi che contraddistinguono questa borraccia. Poi capirete perché.

2

Se si leggono attentamente le parole dell’acqua vien fuori chiaramente un concetto, che è quello della “presenza”. Ovviamente, in questo caso ci riferiamo alla presenza di Dio.

3

Le parole dell’acqua parlano chiaro: Dio, il vero Dio che è quello che ci ha rivelato Gesù, non è lontano da ciò che ha creato.

4

Chi pensa Dio lontano, nulla ha capito di Dio. Per esempio, i filosofi dell’Antichità, pur con tanti meriti, non sono riusciti a capire la Presenza e l’Amore di Dio.

5

Cari pellegrini, non a caso pensiamo alla Presenza con la “P” maiuscola e all’Amore con la “A” maiuscola, perché non si tratta di una presenza e di un amore qualsiasi, bensì della Presenza e dell’Amore che avvolgono tutto e danno significato a tutto ciò che esiste.

6

Che straordinaria Bellezza è pensare che Dio, Signore dell’universo intero, è presente anche nella vita e nelle faccende di ognuno di noi. Egli è vicino, vicinissimo, anche se spesso viviamo ed agiamo come se fosse lontano.

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E qui -cari pellegrini- si manifesta una frequente stoltezza: pensare di poter vivere senza Dio; o addirittura di potersi volontariamente allontanare da Lui.

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Nel primo caso è la stoltezza della “presunzione”: una presunzione che spesso nasce dalla pigrizia di non volersi sottomettere alla legge della Presenza di Dio.

9

Nel secondo caso è la stoltezza dell’ “orgoglio”: l’orgoglio ribelle di chi si illude di poter essere “dio-di-se-stesso”.

10

Ed ecco il significato dell’immagine: l’uomo è seduto su un’alternativa, scegliere l’abisso o la Croce che sovrasta tutto e dà senso ad ogni cosa si vive e si patisce. Insomma, scegliere l’assenza o la presenza di dio.

11

Ognuno di noi è come quell’uomo sullo sperone della roccia.

Al Signore Gesù

Signore, ti chiedo la grazia di liberarmi dalla presunzione e dall’orgoglio, affinché come un uccello, che è riuscito finalmente a liberarsi dalla gabbia, possa librarmi verso di Te.

Gesù, solo riconoscendo la tua Presenza nella mia vita terrena, questa potrà trasformarsi in una vita di Cielo… come un’aquila che con lo sguardo acuto continua ad osservare la terra, ma lo fa dall’alto: tra le altissime cime delle montagne e con le ali che sembrano sfiorare il cielo.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, tu sei colei che più di ogni altra creatura è in comunione con Dio.

Nessuna creatura ha vissuto e potrà vivere la Presenza di Dio come l’hai vissuta e la stai vivendo tu.

Ebbene, io voglio vivere con te, Madre.

Perché solo così potrò sempre riconoscere nella mia vita la Presenza del tuo Divin Figlio.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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