La Borraccia n.229

L’ACQUA

Ecco ciò che ha fatto il Signore della mia vita. Ve lo confido: un cielo anticipato. Credere che un essere, che si chiama ‘l’Amore’, abita in noi ad ogni istante del giorno e della notte e che ci chiede di vivere in società con Lui.

(Santa Elisabetta della Trinità)

I SORSI

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Cari pellegrini, vi sarà senz’altro capitato qualche volta di trovarvi in mezzo a degli amici con cui avete sempre trascorso piacevoli momenti, ma in uno stato di sopraggiunto malessere. Vi eravate predisposti a trascorrere dei sereni momenti in compagnia, ma poi un’indisposizione vi ha impedito di apprezzare quei momenti. Anzi, vi ha costretto a lasciare tutti e ritirarvi nella propria casa.

2

E’ una situazione, questa, in cui si è sì in compagnia, ma purtroppo a causa di un improvviso malessere, si è costretti a ritrovarsi soli e ad abbandonare tutto.

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In realtà, una condizione di questo tipo è specchio di ciò che accade all’uomo dei nostri tempi. Questi fisicamente non è solo. Sta in mezzo al chiasso. A riguardo ha solo l’imbarazzo della scelta. Come si suol dire, la “fabbrica del divertimento” è sempre aperta, 24 ore su 24. Ma, malgrado questo, fondamentalmente si sente impietosamente triste dinanzi ad un destino di inesorabile solitudine.

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Ciò perché la convinzione dominante dei nostri tempi è che ognuno di noi è stato “gettato” nel mondo senza un perché. Non ci sarebbe alcun progetto che ci precede né ci accompagna; né tanto meno ci sarebbe un fine che c’è stato preparato e a cui dobbiamo tendere.

5

Non ci sarebbe nulla… e il nulla ci accompagna.

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Santa Elisabetta della Trinità, suora carmelitana (1880-1906), qualche giorno prima di morire, scrisse le parole che abbiamo scelto come acqua per questa borraccia. In esse ci sono due concetti importanti.

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Il primo: ella ci dice che nella sua vita terrena è riuscita ad “anticipare” il cielo. Il secondo è che Dio, l’Amore e l’Assoluto per eccellenza, ci chiede di vivere in “società con Lui”.

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Suor Elisabetta visse poco, morì ad appena ventisei anni; ma la sua vita fu “piena”, a differenza di tanti che hanno sì il beneficio di vivere molto tempo, ma che avvertono terribilmente vuoto il proprio esistere.

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Ella avvertì che la sua vita era stata “piena” perché aveva era riuscita ad “anticipare” il Cielo, ovvero era riuscita ad inserire come bussola di orientamento l’Eterno; e inoltre perché aveva scoperto la giusta compagnia dell’esistenza, Colui che non tradisce e che dà risposta a tutto: Dio!

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Cari pellegrini, se ci riflettete, sono proprio queste due cose che mancano a tanti di noi: la capacità di orientare la vita verso il Paradiso e la possibilità di scoprire la proposta umanamente inimmaginabile che ci fa Dio, di venire a vivere in noi.

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Ed ecco perché oggi la solitudine si taglia a fette.

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Si sta in compagnia, ma si è soli!

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Si balla e si canta, ma si è soli!

14

Ci si prende per mano, ma si è soli!

Al Signore Gesù

Signore, io voglio vivere non di me, ma di Te!

Voglio che Tu sia la vera e solida Presenza della mia vita, la vera e solida Compagnia!

Alla Madre celeste e dello Splendore

Madre, chi più di Te ha vissuto e vive la compagnia divina?

Tu hai generato questa Compagnia, e mai l’hai abbandonata e ti ha abbandonata.

Stretto a Te, non mi distaccherò da questa Compagnia.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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