La Borraccia n.233

L’ACQUA

Se faremo ben attenzione, fratelli, il fatto che Cristo abbia fame nei poveri, ci conviene… Guarda: da un lato un soldo, dall’altro il Regno. Quale confronto c’è? Dai un soldo al povero e da Cristo ricevi il Regno; dai un pezzo di pane e ricevi la vita eterna; dai un vestito e da Cristo ricevi la remissione dei peccati.

(San Cesario di Arles – Discorsi 25)

I SORSI

1

Cari pellegrini, un contadino cosa fa per piantare un melo? Scava una piccola buca nel terreno, infila l’arbusto e poi richiude. Basta questo semplice gesto, e poi, quando l’albero sarà cresciuto, gli darà tante mele per anni e anni: per lui, per i suoi figli, per i suoi nipoti… Certo, lo dovrà potare ogni tanto, ma tutto sommato è ben poca cosa rispetto a ciò di cui beneficerà per lungo tempo.

2

Nelle parole che fanno da acqua di questa borraccia san Cesario di Arles dice con molto chiarezza che è conveniente che Dio si identifichi con i poveri. Basta fare una buona azione nei loro confronti, e si guadagna l’incommensurabile: il Paradiso!

3

Cari pellegrini, diamo una lettura a 360 gradi di ciò che dice san Cesario, nel senso di evitare una lettura solo pauperistica. E’ evidente che con la categoria di “poveri” c’è non solo il povero che non ha materialmente, ma c’è anche chi non ha spiritualmente: il peccatore. Anzi, quest’ultimo è ancora più povero del primo.

4

Ebbene, qui c’è una bellezza straordinaria della Verità Cattolica, ovvero che basta fare poco per acquisire ciò che è inesauribile nel tempo: l’eternità.

5

Basta accogliere materialmente i poveri, basta aiutare spiritualmente i peccatori, sacrificandosi per loro, e si conquista ciò che è inimmaginabile.

6

Una volta c’era una pubblicità che parlava di una banca e di un certo “conto arancio” che offriva allettanti tassi d’interesse. Ebbene, la “Banca della Provvidenza” offre molto di più, offre ciò che sarebbe un fallimento per ogni istituto di deposito: il centuplo! Se si deposita 1, si ottiene 100. Anzi: si ottiene l’infinito!

7

Cari pellegrini, ma lo sapete che se noi meditiamo attentamente il Vangelo, potremmo scorgere anche un lato comico in alcuni suoi episodi? Prendiamo l’episodio in cui Gesù viene presentato a Simone. Questi era nervosissimo. Era stato per ore ed ore con la sua barca e non aveva preso nulla. Gesù gli dice: torniamo in acqua, vengo anch’io. Non è difficile immaginare la faccia del povero Simone (ecco il lato comico), che avrà probabilmente pensato: Come si permette questo sconosciuto a dire a me di tornare a pescare! Cosa ne sa lui di pesca? Ma Simone accetta… e la pesca andò come andò: la barca era stracolma di pesci. Simone dovette pensare: costui conviene!

8

Cari pellegrini, san Cesario ci dice la stessa cosa. Dobbiamo seguire Dio non solo e soprattutto perché il nostro dovere è quello di glorificarlo per poi santificarci. Ma in questo dovere c’è come effetto una convenienza.

9

Pochi se lo possono permettere, ma volete mettere che differenza tra lo scendere in giardino e prendersi le mele dall’albero, o invece prendere ogni giorno l’auto, andare al supermercato e comprarle… per giunta pagandole?

10

E tutto questo grazie al piccolo gesto di aver un giorno piantato un misero arbusto!

Al Signore Gesù

Signore, con questa borraccia ti chiedo due grazie.

La prima: fa che continuamente capisca quanto è giusto e bello essere con Te.

La seconda: fa che lo possa far capire anche a chi non l’ha capito o non vuole capirlo.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, ti è bastato un semplice “sì” per divenire la Regina del Paradiso.

Certo, il tuo è stato un “sì” che ha comportato una sofferenza indicibile, ma è stato un semplice “sì”.

A fianco a Te anch’io capirò quanto non serve fare chissà che cosa; piuttosto serve seguire semplicemente il tuo Divin Figlio, fare la sua volontà, per ottenere la più grande felicità.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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