La Borraccia n.234

L’ACQUA

Che cosa valgono tutte le creature dinanzi ad un sorriso di Dio?

(Padre Antonio Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana, 247)

I SORSI

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Cari pellegrini, forse non ci avete mai riflettuto: l’uomo è l’unico essere sulla faccia della Terra che può sorridere.

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Gli animali possono mostrare una certa soddisfazione, per esempio il cane scodinzola quando incontra il padrone, ma non riescono a modificare totalmente il proprio volto a seconda dei propri sentimenti: sorridendo o piangendo.

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Lo stesso sorriso può ampliarsi in risata; così come la commozione in un pianto a dirotto.

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In questi tempi si sta andando verso un nuovo positivismo, tant’è che si fa strada la menzogna secondo cui l’uomo sarebbe completamente l’esito di meccanismi cellulari e neuronali. Sciocchezze! Anche la capacità di sorridere dimostra che così non è.

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Lo scrittore inglese Laurence Sterne (1713-1768) dice che un sorriso “può aggiungere un filo alla trama brevissima della vita”.  “Trama” in questo caso vuol dire che tutto acquista un significato.

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Cari pellegrini, se ci riflettete è proprio così. Sorridere vuol dire non solo esprimere un atteggiamento positivo, ma anche far capire che, per sé ciò, che sta accadendo è importante, procura soddisfazione.

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Cari pellegrini, soffermiamoci su quest’ultima parola: “soddisfazione”. L’acqua di questa borraccia è costituita da parole tratte da un libro che vi invitiamo ad avere nella vostra biblioteca tanto è importante. Si tratta di Teologia della perfezione cristiana di padre Antonio Royo Marin (1913-2005). Ebbene, l’acqua dice che nulla può valere quanto un sorriso di Dio.

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In questo caso per sorriso di Dio si deve appunto intendere la Sua soddisfazione, il Suo compiacimento.

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Nella Verità Cattolica c’è una bellezza straordinaria che è il sapere di poter rendere “contento” Dio. Certo, dobbiamo stare attenti a come si usano le parole. Non a caso abbiamo utilizzato le virgolette per la parola “contento”. Dio è sempre eternamente e totalmente felice, perché Egli è immutabile e si soddisfa solo con se stesso. Ma si sa che Dio non rimane indifferente né in negativo per chi lo abbandona in favore del peccato né in positivo per chi lo sceglie. Parabole come quella della pecorella smarrita  o del figliol prodigo sono chiare.

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Dunque, la bellezza di cui parlavamo prima sta proprio nel sapere che Dio, Colui che nemmeno l’universo intero può contenere, Colui per cui non vi è alcun segreto, Colui che mantiene nell’essere ogni cosa, Colui che è l’Onnipotente… s’interessa di ognuno di noi e spera di sorridere dinanzi a ciò che compiamo.

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Che follia interessarsi del sorriso del mondo, piuttosto che di quello di Dio!

Al Signore Gesù

Signore, spero di farti sorridere.

Lo so che per avere il tuo sorriso, dovrò accettare tutto, anche la Croce; ma non ha importanza, l’importante che Tu sorridi per me.

Il Tuo sorriso sarà la mia salvezza e … la mia gioia.

Alla madre Celeste e dello Splendore

Madre, immagino quando Tu vedevi sorridere il Tuo Divin Figliuolo.

Chissà quante volte è capitato che Tu abbia scherzato con Lui.

Da bambino lo hai fatto giocare… e Lui sorrideva. E Tu riflettevi su quella bellezza: Colui che è il Signore dell’universo si sta divertendo per così poco.

Madre, voglio che questa bellezza di un Dio che vuole sorridere per me sia la mia bussola… e da te la posso ottenere.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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