La Borraccia n.235

L’ACQUA

Umiltà, umiltà: quanto è alta questa bassezza ineffabile! Si curva per ricevere l’abbraccio di Dio e diventa potenza, sapienza ed amore!

(Dagli scritti del servo di Dio don Dolindo Ruotolo)

I SORSI

1

Cari pellegrini, forse non lo avreste mai immaginato, ma anche un oggetto come una bella collana può richiamarci delle verità decisive per la nostra vita.

2

La collana è un gioiello che serve per abbellire. E non poche volte può anche essere occasione di far cadere nella vanità; eppure è un oggetto che –strano a dirsi- richiama la virtù dell’umiltà.

3

Cari pellegrini, sentite questo esempio abbastanza famoso. Se si va da un gioielliere a rivendere delle perle, se ne ricaverà una cifra consistente, perché le perle sono perle; ma se si pretende di rivendere il filo della collana, il gioielliere si farà una risata: cosa può valere un semplice filo? Eppure se non c’è il filo non si possono unire le perle e farne una collana. Il filo di per sé non vale un granché, ma è fondamentale perché ci possa essere la collana. E così è per l’umiltà. Le virtù (le perle) non possono rimanere unite senza l’umiltà (il filo).

4

L’umiltà non è la virtù più grande, ma è certamente la più importante, perché senza di essa è impossibile ottenere e vivere le altre virtù.

5

Un grande maestro di vita spirituale, qual è stato don Dolindo Ruotolo, nelle parole che fanno da acqua di questa borraccia gioca su un paradosso verissimo: “quanto è alta questa bassezza ineffabile!” L’umiltà è altissima perché costringe alla bassezza.

6

L’uomo può incontrare Dio nel momento in cui si abbassa: solo allora. Perché è quando si abbassa che capisce come sia costituito dal bisogno e come la sua vita sia all’insegna dell’invocazione.

7

E chi nega l’evidenza dell’invocazione, nega la realtà stessa.

8

Il gesto umanamente più vero non è quando l’uomo gonfia il petto o allarga le spalle, ma quando s’inginocchia. Perché solo così rappresenta visivamente l’autentico stato del proprio essere e del proprio esistere.

9

L’umiltà è, dunque, sapienza…

10

…ma è anche l’unica occasione per amare il prossimo, perché, solo invocando misericordia per la nostra bassezza, si può essere misericordiosi nei confronti della bassezza altrui.

Al Signore Gesù

Signore, tieni le tue mani sulla mia testa.

Costringimi sempre a capire quanto io sia un nulla e debba tutto a Te.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu sei stata colei che più ha praticato la virtù dell’umiltà, mettimi alla tua scuola, guidami, correggimi, sii paziente con me e fa che sempre mi abbassi per incontrare il Tuo Divin Figlio.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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1 Comment on "La Borraccia n.235"

  1. GRAZIE cara Redazione.
    Conosco bene la meravigliosa storia di padre Dolindo…
    anzi la settimana scorsa sono stata a bussare alla Sua tomba ,nella bella Chiesa dell’Immacolata di Lourdes a Napoli.
    Ho parlato al telefono anche con l’unica nipote ancora viva,la sig.ra Grazia Ruotolo,mi ha trasmesso tanta serenità…
    Sia lodato Gesù Cristo
    nota:sarebbe bello poter invitare la Sig.ra a qualche Vs. convegno o riunione id preghiera.
    Lei ogni 19 del mese,và nella Chiesa ove è sepolto padre Dolindo e recita insieme ai tanti pellegrini il Santo Rosario.

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