La Borraccia n.243

L’ACQUA

Nella buona volontà è la nostra pace.

(Sant’Agostino di Ippona – Le Confessioni, XIII)

I SORSI

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Cari pellegrini, immaginiamo di stare dinanzi ad un grande ingranaggio. Le ruote dentate si accordano perfettamente e, grazie a questo, la macchina funziona secondo il volere di chi l’ha progettata.

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L’acqua di questa borraccia è costituita da alcune parole di sant’Agostino, tratte dalla sua opera più celebre, Le Confessioni. Il Santo dice chiaramente che la pace non può che raggiungersi nella buona volontà.

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Ma cos’è la pace? E soprattutto cosa è la buona volontà?

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Cari pellegrini, è giusto porsi queste domande perché spesso non si coglie bene il vero significato della pace e anche della buona volontà.

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La vera pace non è una semplice assenza di guerra e di ostilità, no. Paradossalmente, ci può essere conflitto, quando si rinuncia a combattere; così come ci può essere pace, combattendo.

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Perché questo? Perché il termine di riferimento della vera pace è Dio. Se facciamo la sua volontà, siamo in pace. Se invece ci rifiutiamo di farla, siamo in guerra: in guerra con Lui!

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E Dio vuole che combattiamo. Prima contro noi stessi, che è il combattimento più difficile. “Il Regno dei Cieli patisce violenza e solo i violenti lo potranno conquistare” (Matteo 11). Qui Gesù fa riferimento alla violenza contro se stessi. La più dura.

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D’altronde il nome più preciso della Chiesa su questa terra (come ci dice il catechismo di sempre) è “Chiesa militante”, ovvero Chiesa “combattente”. Tutti noi dovremmo combattere per conquistare il  Paradiso.

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Ebbene, se in questo caso volessimo essere “pacifisti”, non faremmo la volontà di Dio.

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Ma -dicevamo- è importante chiedersi anche cos’è la buona volontà.

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Essa è semplicemente la volontà buona. “Buona” perché ci può essere anche una volontà cattiva, errata. La volontà buona è la volontà che si orienta al suo giusto fine, cioè al Bene.

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Il Bene per eccellenza è Dio (Sommo Bontà); dunque la volontà buona è conformarsi alla volontà di Dio.

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Da qui si misura la santità. San Paolo lo dice chiaramente: “Non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me!” (Galati 2) In altre parole: sostituire il proprio criterio di giudizio con il criterio di giudizio di Cristo.

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Questa volontà buona è faticosa, ma è l’unica vera. Dire: Dio esiste! E’ facile. Dispendio calorico pressoché nullo. Fare invece la volontà di Dio, questo sì costa fatica. Qui si suda, eccome se si suda!

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Ma è questa la soluzione per trovare la vera pace. Cioè la quiete.

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Se gli ingranaggi di una macchina non fossero bene armonizzati, o sei i loro denti uscissero dal binario preordinato, si sentirebbe un rumore fastidiosissimo, stridente. Ma se tutto funziona bene, le ruote dell’ingranaggio girano… e non si ascolta nessun rumore. Tutto è all’insegna della quiete.

Al Signore Gesù

Signore, voglio fare solo la Tua Volontà.

Se dovessi accorgerti che possa correre qualche rischio a riguardo, fai tutto ciò che vuoi, permetti tutto ciò che ritieni utile nella mia vita, ma non permettere che mi allontani dalla Tua Volontà.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu sei colei che più di tutto si è conformata alla Volontà di Dio.

“Ecce ancilla Domini, fiat mihi secondum verbum tuum!”

Queste parole hanno cambiato la Storia.

Ecco perché, Madre, senza affidami a Te non potrò mai fare la Volontà del Tuo Divin Figlio.

Madre, viglio stare sempre accanto a Te.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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