La Borraccia n.246

L’ACQUA

…poiché tutti i fedeli insieme formano un solo e medesimo tempio di Dio, quest’ultimo deve essere perfetto in ciascuno come deve esserlo nell’insieme.

(S.Leone Magno)

I SORSI

1

Cari pellegrini, siamo dinanzi ad un alveare. E’ un’opera meravigliosa di alta ingegneria.

2

Nell’alveare tutto è ordinato e simmetrico. Tutto è pulito; le api infatti vi spalmano la propoli che è un potente antibiotico per evitare l’attacco dei batteri.

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Nell’alveare c’è una vita comunitaria che è una meraviglia. Le api lavorano e tutte sono disposte ad immolarsi per salvarne il fondamento senza il quale esso finirebbe con l’esistere: l’Ape Regina. Questa ha il “privilegio” di vivere 40 volte di più delle operaie, grazie al nutrimento che le forniscono le api operaie: la pappa reale.

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Qual è il frutto di questa vita comunitaria delle api? La bontà ed anche la bellezza, il calore e la luce!

5

La bontà: il miele

6

La bellezza, il calore e la luce: la cera delle candele.

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San Leone Magno nell’acqua di questa borraccia dice che nella Chiesa c’è un compito per tutto e che nessuno deve venire meno a questo compito.

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Ma non solo. Ci dice anche che la Chiesa di Dio deve essere “…perfetta in ciascuno così come deve esserla nell’insieme.”  Ciò significa che dobbiamo lavorare per la Chiesa e vivere la Chiesa.

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Dobbiamo lavorare per la Chiesa, cioè dobbiamo lavorare per la realizzazione del Regno di Dio, dobbiamo testimoniare la presenza di Cristo Salvatore nella storia.

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Se facciamo questo (e lo dobbiamo fare bene!), allora viviamo anche la Chiesa, nel senso che viviamo di Colui che è il fondamento della Chiesa: Gesù Cristo.

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In tal modo non siamo solo “pietre” della Chiesa, ma “pietre” splendenti di essa.

12

Inoltre possiamo riflettere su una bellezza straordinaria che ci dice che mentre l’ape operaia quando viene meno, può essere sostituita; noi invece, se dovessimo venire meno, non potremmo mai essere sostituiti. Quel posto che Dio ci ha preparato nel suo “alveare” non potrà essere preso da nessuno.

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Dio, insomma, ci vuole lì, al nostro posto!

Al Signore Gesù

Signore, non permettere che rincorra posti che non sono i miei.

Liberami da qualsiasi tentazione di ambizioni personali e mondane.

Voglio solo occupare il posto che Tu mi hai preparato dall’eternità.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu sei la creatura che Dio più ha nobilitato.

Nel momento in cui eri qui sulla terra, il mondo riconosceva Re e Regine e non sapeva quanto immensa fosse la tua natura e la tua persona.

Chi ti incontrava per strada, non sapeva chi Tu fossi. Ammirava la tua bellezza. Ti lodava per la purezza, per la sensibilità e laboriosità… e non sapeva che stava incontrando la Regina dell’universo intero.

Madre, se starò a fianco a Te, rimarrò fedele anche al posto che il Tuo Divin Figlio mi ha assegnato.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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