La Borraccia n.249

L’ACQUA

Ecco, adesso è il giorno della salvezza

(2 Corinti 6)

I SORSI

1

Cari pellegrini, chissà quante volte vi sarà capitato di essere presenti ad un battesimo. Può darsi in una chiesa di campagna lontana dalla città e dal clamore. Ebbene, in quei momenti eravate testimoni di un fatto infinitamente più importante di tanti altri fatti che stavano accadendo in quei momenti e che i giornalisti ritenevano meritevoli di far conoscere al mondo intero. Può darsi che in quei momenti si stava combattendo una guerra; stava avvenendo un atto terroristico o un assassinio di qualche personaggio famoso; le borse stavano crollando o crescendo a dismisura. Eppure tutte queste cose non potevano minimamente sfiorare la grandezza incommensurabile di ciò che stava avvenendo a quel neonato in quella lontana e sperduta chiesa.

2

Tutto questo perché, come dice la buona teologia, un’anima in grazia glorifica molto più Dio dell’universo intero.

3

L’acqua di questa borraccia riporta delle parole di San Paolo, tratte dalla Lettera ai Corinti: “Ecco, adesso è il giorno della salvezza”.

4

Cari pellegrini, la vita di ogni nostro attimo è la vita ordinaria. Nel momento presente facciamo ciò che l’ordinarietà ci spinge a fare e a dover fare. Niente di più.

5

Ebbene, c’è una bellezza che solo il Cristianesimo possiede. Ed è quella di sapere che ogni cosa che facciamo, anche la più insignificante e banale, ha un valore infinito. Ad una condizione però: che venga fatta in grazia!

6

Santa Teresina del Bambin Gesù parlava della sua contentezza nel sapere che anche un banale gesto come raccattare da terra una misera spilla, se fatta per amore di Dio e in Dio (nella grazia), diventa un gesto incommensurabile.

7

Insomma, glorifica più Dio un gesto banale compiuto nella sua grazia, che non un gesto eclatante per il mondo, ma compiuto in stato di peccato mortale, cioè separati da Dio.

8

Ed ecco perché san Paolo dice che non bisogna attendere, che non bisogna aspettare chissà quali cose,  che non bisogna credere che occorra fare chissà che per unirsi a Dio. No. Basta essere nella sua grazia e attendere a tutto ciò che in quei momenti il nostro dovere di stato c’impone di fare.

9

Tornando all’immagine da cui siamo  partiti, Dio sorride per quella nuova anima dove può andare a regnare; e non per quelle riunione di potenti che in quei momenti si stanno facendo, o per quella manifestazione mondana sotto i riflettori.

La luce di Dio è lì, in quella chiesetta sperduta… e non nei riflettori del mondo!

Al Signore Gesù

Signore, non mi interessa di fare cose importanti.

Voglio solo fare ciò che Tu vuoi che io faccia.

Se lo devo fare nel clamore, accetto la tua volontà.

Se lo devo fare nel silenzio e dimenticato da tutti, accetto la tua volontà.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, quando dicevi si all’Angelo… c’era silenzio.

Il chiasso era altrove.

Eppure era nella tua umile casa e in quel silenzio che la storia stava cambiando.

Il tuo silenzio e la tua semplicità siano la mia guida.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e  Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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1 Comment on "La Borraccia n.249"

  1. Da queste brevi righe traspare una delicatezza ed un immenso bene come un piccolo riverbero di sole in questa uggiosa mattinata. Grazie.

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