La Borraccia n.250

L’ACQUA

“O abisso insondabile della sapienza e della scienza di Dio! Quanto impenetrabili sono i suoi decreti e inesplorabili le sue vie!”
(San Paolo – Romani 11)

I SORSI

1

Cari pellegrini, molti di voi conosceranno la storia di san Gerardo Maiella (1726-1755). Veniva da una famiglia molto povera di Muro Lucano. Sin da giovanissimo desiderava entrare nell’Ordine dei Redentoristi; gli fu inizialmente difficile perché non aveva dote, ma poi, dopo tante traversie, vi riuscì. Enorme fu la sua contentezza. Ma dopo qualche anno arrivò la prova più grande della sua vita: la calunnia ordita ai suoi danni da una certa Nerea Caggiano, che lo accusò presso i suoi (di san Gerardo) superiori di un’affezione morbosa con una certa Nicoletta Cappucci. Il povero Gerardo fu chiamato dallo stesso sant’Alfonso de’ Liguori, fondatore della Congregazione, per discolparsi. Ma tacque. Fu punito severamente con l’interdizione dell’abito religioso (lui che tanto aveva faticato per essere ammesso alla vita redentorista) e della Comunione. Quando finalmente la calunnia venne ritrattata, rispose candidamente a sant’Alfonso che gli chiedeva il perché non si fosse discolpato: “Come avrei potuto farlo se la regola proibisce di scusarsi e vuole che si soffra in silenzio qualunque mortificazione?”

2

L’uomo non potrà mai comprendere Dio, perché l’uomo è finito e Dio è infinito. Pertanto, l’uomo non potrà mai comprendere quali sono e saranno i disegni di Dio. Sant’Agostino lo dice chiaramente che stolto è l’uomo che pretende scrutare questi disegni.

3

Ma ciò non impedisce di esser certi che, se pur sfuggono i significati delle singole cose che accadono, non sfuggirà mai l’accettazione del Significato: ovvero che tutto ciò che accade è sempre permesso da Dio per un fine ben preciso.

4

Il Dio vero non è capriccioso e irrazionale, è Logos ed è Amore.

5

Dio è tutto orientato ad un fine logico e di amore.

6

Ciò è altamente consolante. Sappiamo infatti che la nostra vita è custodita da Dio e che ogni difficoltà che accadesse, in quanto permessa da Dio, sarebbe sempre per il nostro bene se orientata a Lui e conformata alla Sua Volontà.

7

Dio permetterà la Croce? Sarà per noi un’occasione di merito.

8

Dio permetterà la Croce? Sarà per noi un’occasione per accompagnarlo nella salita al Calvario.

9

Dio permetterà la Croce? Sarà per noi l’occasione per riparare i nostri peccati.

10

Dio permetterà la Croce? Sarà per noi l’occasione per offrire qualcosa per la conversione dei peccatori.

11

E pensare –cari pellegrini- che queste cose non si dicono più… e così tutto diventa incomprensibile.

12

E per non dire più queste cose, la Parola del Signore è stata resa “irrazionale” e “illogica”.

13

Cari pellegrini, san Gerardo, malgrado calunniato ed espulso dall’Ordine, non smise mai di confidare. Sapeva che ciò che stava accadendo era sotto il “controllo” di Dio e su questa fiducia ripose tutto se stesso.

Al Signore Gesù

Signore, Tu mi vuoi in Paradiso: di questo se ne certo… e allora conducimi Tu, guidami Tu.

Non mi interessa sapere quale sarà la strada che hai scelto per me. Prendimi piuttosto per mano e portami con Te.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu sei il segno più chiaro del Logos di Dio.

Tu, infatti, sei Madre; e Dio ti ha reso dono per noi.

Un Dio, dunque, che ci custodisce talmente da donarci una madre che è Regina dell’universo intero.

Di cosa allora dobbiamo  temere?

Ed ecco perché, Madre, mendico la tua presenza in questa mia giornata, stammi sempre a fianco: qualsiasi cosa mi dovesse accadere, so che potrò riposare tra le tue braccia.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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1 Comment on "La Borraccia n.250"

  1. “e pensare che queste cose non si dicono più… così tutto diventa incomprensibile”. Per questo ci sentiamo defraudati di Cristo proprio dalla Chiesa, o meglio dai pastori di questa Chiesa, che non è più tale e va assumendo sempre più la forma di una Contro-chiesa. E così abbiamo “fame” degli insegnamenti di sempre, della vera Tradizione Apostolica e siamo grati vitalmente a chi si spende infaticabilmente e senza timore per fornirci tale prezioso e gustoso alimento.

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