La Borraccia n.253

L’ACQUA

“Gerusalemme è costruita come una città raccolta in un corpo unico…”

(Salmo 121)

I SORSI

1

Cari pellegrini, vi sarà capitato di vedere una città dall’alto? Ancor meglio un borgo dall’alto? Le case arroccate, le strade ancora più piccole di quanto siano realmente… tutto sembra unito con un ordine che forse non avreste mai pensato vi fosse. La stessa città in cui si vive, vista dall’alto, sembra più bella, più ordinata, più simmetrica.

2

L’acqua di questa borraccia ci dice che Gerusalemme “è costruita come una città raccolta in un corpo unico”. 

3

Perché il Salmo 121 dice così? Per far capire quanto questa città sia riflesso del Paradiso. Tant’è che solitamente si parla di Gerusalemme terrestre e di Gerusalemme celeste.

4

Che il Salmo alluda a questo è dimostrato dalle parole immediatamente successive che dicono: “… ad essa (Gerusalemme) salgono pellegrinando le tribù del Signore per lodare il tuo nome, Signore”

5

Insomma, la città di Gerusalemme è costruita bene (come un corpo unico) perché possa apparire come prefigurazione della vera patria: il Paradiso.

6

Ebbene, cari pellegrini, c’è una riflessione importante da fare; ed è questa: il dovere di aspirare a raggiungere la vera patria che è il Paradiso, l’obbligo di pensare che la felicità del Paradiso è incommensurabilmente maggiore di ciò che si può sperimentare in questa vita, l’obbligo inoltre di rinunciare a tutto in questa vita pur di raggiungere il Paradiso, non vuol dire disconoscere la bellezza della vita terrena. Anzi!

7

Non solo, vivendo per il Paradiso, la vita terrena acquista significato e -come ci siamo detti più volte- rende possibile un atteggiamento positivo nei confronti della vita stessa, rendendo più facile sopportare tutte le prove che questa vita comporta. Non solo questo, ma vivere per il Paradiso, in un certo qual modo “costringe” ad adornare la propria vita terrena, cioè a sforzarsi di renderla bella.

8

Lo esige l’importanza dell’appuntamento a cui si è chiamati.

9

Lo esige il fatto che quando ci sarà la fine dei tempi, Gerusalemme non finirà, ma essa da terrestre diventerà celeste.

10

Questo mondo finirà senza dubbio, ma finirà nel senso che sarà trasformato e sublimato; nel senso che tutto ciò che si è vissuto in questa vita non verrà definitivamente perso.

11

Vedremo tutto dall’alto e tutto ci sembrerà bello… anzi, vedremo più bello di ciò che è già bello.

12

E se invece, dovesse accadere il contrario: se nella vita abbiamo costruito la bruttezza morale, nel brutto affogheremo per l’eternità! E vedremo tutto dal basso… e la città dell’inferno la scopriremo ancora più brutta di quanto l’abbiamo potuta immaginare.

Al Signore Gesù

Signore,  Tu hai detto di Te stesso di essere la “Via”, la “Verità” e la “Vita”.

Ma io aggiungo: sei anche la “Bellezza”!

Non permettere che ti abbandoni anche per un solo istante della mia vita.

Non permettere che scelga la bruttezza piuttosto che la Somma Bellezza, quale Tu sei.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, non c’è creatura più bella di Te.

Dio ti fece talmente bella perché dovevi essere lo scrigno dove Lui doveva essere generato.

Non mi interessa seguire le luci del mondo, voglio essere accanto alla tua Luce, che è riflesso meraviglioso della Luce di Dio.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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