La Borraccia n.338

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

338

L’ACQUA

Dovunque andate procurate di raccogliere qualche cosa di buono e fate come le api che, tornando a casa, non vi portano che miele. 

(San Francesco di Sales)

I SORSI

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Cari pellegrini, vi ricordate quando si era nelle prime classi delle elementari? Operazioni matematiche di estrema facilità, così come compiti di scrittura altrettanto facili. Che poi, per l’età che avevamo, tutto ci sembrava difficile, questo è un altro discorso; resta il fatto che oggettivamente erano cose facili.

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Invece, la realtà con cui abbiamo a che fare non è semplice. Se questa (la realtà) fosse semplice, ad ognuno non resterebbe che prenderne atto.

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Se la realtà fosse semplice, sarebbe facile anche “leggerla” e “interpretarla”.

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Ma la realtà non è affatto semplice, né fisicamenteumanamente.

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Non è semplice fisicamente. Chi infatti può dire di poterla conoscere appieno? A riguardo si potrebbe fare questo esempio: l’uomo è riuscito ad esplorare lo Spazio, ad andare sulla Luna, a mandare sonde su Marte, e con potentissimi telescopi riesce ad osservare ciò che è lontanissimo anni di luce… ma negli abissi del mare non riesce ad andare.

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La realtà non è semplice umanamente. C’è, infatti, una complessità che all’uomo stesso non è data districare e semplificare, ma nella quale è sovrano solo Dio.

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Attenzione: questo non vuol dire che gli atti morali non si possano giudicare da un punto di vista oggettivo. Lo si può e lo si deve fare. Guai a lasciarsi prendere da derive di morale situazionistica; ma ciò non vuol dire che a noi spetti il giudicare soggettivamente, nel senso di metterci al posto di Dio, a cui nessun segreto è precluso.

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Questo stato di cose obbliga il cristiano, come dice molto bene san Francesco di Sales nelle parole che fanno da acqua di questa borraccia, a fare come l’ape; cioè a raccogliere ciò che vi è da raccogliere e trasformare il tutto nella squisita dolcezza del miele.

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Ora -se ci si riflette- c’è qui un’altra -ennesima- bellezza della Verità Cattolica, ovvero il fatto che non c’è disordine in cui non vi sia la possibilità di mettere ordine; non c’è amarezza che non si possa trasformare in dolcezza. 

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Questa possibilità è data dalla convinzione che c’è un progetto previo, al di là di tutto; e che questo progetto è stato pensato e messo in atto da Dio, che è Logos.

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Anche quando la realtà libera (le creature razionali) decidesse di ribellarsi a Dio e quindi di sovvertire l’ordine, ciò che si realizzerebbe è sì il disordine, ma un disordine temporaneo, mai definitivo. Infatti, come insegna la Teologia della Storia, il Male può vincere alcune o tante battaglie, ma alla fine l’esito della guerra è già segnato: trionferà il Bene! Il Male, infatti, è finito, mentre il bene è infinito.

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E questa convinzione deve muovere ogni cristiano, e soprattutto non deve abbattere il cristiano, anzi animarlo. Nel disordine generale, c’è la possibilità di scorgere il bene. Se anche non fosse un Bene in atto, almeno un Bene in potenza, nel senso che tutto il Male che Dio permette, e che ovviamente deve essere condannato e combattuto, Dio lo permette perché può rientrare in un progetto.

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Le api attingono non solo dai fiori in vita, ma anche dallo scarto della corteccia degli alberi. Anche questo viene trasformato in dolcezza, anzi in una dolcezza che è ancora più dolce, come è la melata di bosco.

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Il miele è fatto con i fiori ancora in vita e belli a vedersi, la melata è fatta con una sostanza appiccicaticcia che di per sé non vale nulla, eppure la melata è più dolce e nutriente, in quanto più ricca di sali minerali… Perché? Perché forse è maggiore è lo sforzo che l’ape deve fare per trasformare ciò che è “scarto” in ciò che dà energia alla vita.

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Insomma, la scuola del cristiano non è la scuola elementare. I compiti da fare devono essere complicati; e più complesse sono le operazioni matematiche o i componimenti scritti, più ci sarà merito!

 Al Signore Gesù

Signore, aiutami a scorgere il bene anche quando tutto va male.

Aiutami a capire che Tu sei sempre presente, anche quando sembra regnare un’assenza impietosa.

Donami un sguardo vero, che sappia sempre cogliere la tua immancabile Presenza.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, contemplo la tua presenza nella passione del tuo Divin Figlio.

Soffrivi in maniera indicibile, ma trasformavi tutto in dolcezza e sapevi bene che tutto quel dramma serviva per riparare e riordinare tutto.

Madre, riordina e ripara tutto nel mio vivere.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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