La Borraccia per l’8 agosto

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

(348)

L’ACQUA

Gli amici sono quelli che ci umiliano e non quelli che ci lodano.

(Santo Curato d’Ars)

I SORSI

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Cari pellegrini, colui che scrive queste borracce, per andare a lavoro deve percorrere una salita molto ripida, una vera e propria rampa, e spesso si reca a piedi. Qualche volta vede salire con velocità sorprendente delle biciclette con relativo ciclista che pedala. Sono biciclette che s’inerpicano con una scioltezza che nemmeno il migliore Pantani avrebbe potuto esprimere. In realtà, c’è un “trucco”: si tratta di biciclette con la cosiddetta “pedalata agevolata”…

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Si racconta che le consorelle a cui santa Teresa d’Avila (1515-1582) dedicava maggiori e più intense preghiere fossero quelle che più ce la tenevano con lei, che più la mal sopportavano.

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In realtà, tutti i santi hanno pregato e pregano per i loro nemici. Anzi, in un certo qual modo hanno pregato e pregano soprattutto per i loro nemici.

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Anche questo è una delle tante bellezze della Verità Cattolica. Una bellezza che è anche uno dei tanti paradossi di questa Verità.

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Amare i propri nemici. Amarli perché Dio impone di amarli. Amarli perché Dio stesso li ama.

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Amarli perché a Dio, e solo a Dio, spetterà un giudizio definitivo sul comportamento di ognuno.

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Ma c’è un altro punto interessante e che è chiaro nelle parole del Santo Curato d’Ars (1786-1859) che fanno da acqua di questa borraccia, ovvero che alla fine, nella vita post-peccatum (cioè dopo il peccato originale), sono più utili i nemici che gli amici. Servono più quelli che questi.

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Servono più i nemici, perché l’anima può essere facilmente preda di due pericolose tentazioni: la vanagloria e il rilassamento.

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La vanagloria, cioè credere di essere chissà chi, di meritare chissà quali elogi. Con la conseguenza nefasta di convincersi che se si possiede qualche pregio, questo sarebbe il frutto dei propri meriti, quando invece è tutto dono di Dio.

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Il rilassamento, cioè illudersi che la vita sia una passeggiata. Illudersi che sotto casa ci sia una bella carrozza pronta a portarci comodamente dove desideriamo andare. E invece la vita è solo un offrirci una bicicletta, ma senza pedalata agevolata!

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Per cui, se non ci facciamo le gambe (come si dice in gergo), la bicicletta rimane dov’è e anche noi rimaniamo dove siamo.

Al Signore Gesù

Signore, Tu ci hai voluto salvare non trionfando sui tuoi nemici, ma soccombendo ad essi.

Ci hai salvato ricevendo sputi, schiaffi, flagelli e infine l’inchiodamento sulla Croce.

Posso allora io pretendere che la mia salvezza si realizzi in modo comodo? Sarebbe una bestemmia!

Certo io sono quello che sono e Tu l’Onnipotente, ma con la tua grazia mi sarà possibile superare ogni prova che permetterai nella mia vita.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, quanti nemici hai avuto nella tua vita e nella storia!

Quanti, per combattere il tuo Divin Figlio, hanno voluto combattere anche Te!

Quanti ti hanno offesa e bestemmiata!

Ma Tu hai sempre pregato per loro … e quanti, grazie a Te, si sono convertiti e salvati, e adesso ti lodano per tutta l’eternità.

Rimanendo a fianco a Te, imparerò ad amare tutti, amici e nemici.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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1 Comment on "La Borraccia per l’8 agosto"

  1. Samuele Rescinito | 8 marzo 2019 at 12:28 | Rispondi

    Mi permetto di aggiungere che bisogna e si possono amare anche i nemici perché tutto e tutti, loro inclusi, ci vengono messi innanzi proprio da Dio Padre.
    Cordialiter.

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