La Borraccia n.350

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

350

L’ACQUA

Hanno lavorato anche Gesù, sua Madre e San Giuseppe; fate che il lavoro diventi preghiera; dove finirà la nostra mano comincerà la Divina Provvidenza.

(San Luigi Orione)

I SORSI

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Cari pellegrini, immaginiamo di trovarci -a mo’ di macchina del tempo- in un cantiere in cui stanno costruendo una cattedrale medioevale. Osserviamo gli scalpellini. Lavorano assiduamente per creare i “pezzi” che serviranno per il fabbricato.

2

Nell’acqua di questa borraccia c’è un’esaltazione del lavoro. Le parole di san Luigi Orione (1872-1940) sono chiare.

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Si ricorda che anche Gesù, la Madonna e san Giuseppe hanno lavorato. Si dice che il lavoro deve essere una preghiera. E infine che ogni lavoro può essere “completato” dalla Provvidenza.

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In queste parole ci sono tre bellezze.

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La prima bellezza è che il lavoro, pur essendo una conseguenza del peccato originale, è un dovere che apre all’esercizio della virtù. Finanche Dio incarnato, che è rimasto Dio nella sua persona e nel suo soggetto, si è impegnato nel lavoro.

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Dio incarnato ha faticato, ha sudato, si è sforzato, si è stancato …e ha avuto anche bisogno di riposarsi.

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Ciò costituisce una grandezza del lavoro. Meglio: un appagamento, perché Dio stesso ne ha fatto una sua esperienza terrena.

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La seconda bellezza è che il lavoro può divenire preghiera, anzi: è esso stesso preghiera.

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Attraverso il lavoro si glorifica Dio, perché -come abbiamo detto prima- si esercita la virtù; e quindi il lavoro è finalizzato al bene.

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La terza bellezza è che se il lavoro è tutto questo, allora all’uomo spetta solo “iniziare” e poi tutto può essere completato dalla Provvidenza.

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All’uomo il compito di scalpellare, a Dio quello di rifinire.

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Queste tre “bellezze” fanno capire come in tal modo il lavoro diventa una consegna.

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Ma di quale consegna parliamo? La consegna di depositare tutto nelle mani di Dio.

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Infatti è quando tutto rientra nel progetto di Dio, che tutto si “deposita” nell’eternità.

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Gli scalpellini, così come tutti i muratori che costruivano le cattedrali, erano ben coscienti che stavano lavorando per glorificare Dio. Ma ogni lavoro, anche quello più nascosto e apparentemente insignificante, è di fatto un costruire una cattedrale.

Al Signore Gesù

Signore, ogni mia fatica la offro a Te.

Tu sai che spesso esse mi costano, fragile e debole quale io sono.

Fa che ogni mio sforzo sia solo per Te.

Che ogni mio sforzo sia un “mattone” per costruire l’eterno “fabbricato” della tua compagnia.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, chi più di Te ha lavorato per l’Eterno?

Cucinavi, pulivi la casa, accudivi il tuo Divin Figlio… e tutto facevi per Dio, che era non solo in Te, ma anche fisicamente accanto a Te.

Per capire quanto tutto debba fare per il tuo Divin Figlio, vengo da Te.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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