La Borraccia n.357

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

357

L’ACQUA

Tu, o Dio, nell’angustia mia hai tratto al largo…

(Salmo 4)

I SORSI

1

Cari pellegrini, immaginiamo due animali il serpente e l’aquila. Il primo striscia, il secondo vola …e vola molto in alto. Un significato tutto questo lo dovrà pur avere…

2

Perché l’uomo ha sempre desiderato volare? Perché in lui vi è il desiderio non solo di vedere le cose dall’alto, ma anche di vivere nell’immenso.

3

L’immenso, in questo caso, non è da intendersi tanto come infinito e maestosità, bensì come ampiezza di condizione.

4

L’immenso è ciò che libera dall’angustia.

5

L’immenso è ciò che fa respirare.

6

L’immenso è ciò che dona la possibilità di agire come si vuole, senza essere limitati dallo stretto.

7

L’acqua di questa borraccia dice che Dio toglie dall’angustia e porta al largo.

8

Dunque, Dio toglie dall’oppressione dello stretto e dona l’immenso.

9

Dio fa volare.

10

Dio impone all’uomo l’autentica visione della vita, che non è il restringersi su se stessi, il contemplare il proprio ombelico, bensì il lanciarsi oltre.

11

Senza Dio, l’uomo deve infatti convincersi che nulla c’è oltre se stessi.

12

Ma non solo. Senza Dio, l’uomo deve precludersi la chiarezza dello sguardo, perché non può trovare adeguate spiegazioni al suo esistere. Come quando si è nello stretto, e nulla si può vedere se non lo stretto stesso.

13

Senza Dio, c’è appunto l’angustia di uno stretto che inizia da sé per terminare a se stessi.

14

Insomma, senza Dio non si vola nell’immenso.

15

Nello stretto non si può volare, ma solo strisciare…

16

… e senza, Dio si striscia!

Al Signore Gesù

Signore, senza di Te il mio esistere è solo all’insegna dell’angustia.

La strettezza di una vita senza risposte, questo mi sarebbe toccato, vivendo senza Te.

Tu invece mi fai gustare la bellezza dell’immensità del tuo cielo.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, a santa Bernadette dicesti di non donarle la felicità quaggiù ma in cielo.

Non ci può mai essere felicità piena nella strettezza della terra.

Perché anch’io possa aprirmi all’immensità del cielo, vengo da Te.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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