La Borraccia n.358

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

358

L’ACQUA

La tua gioia e la tua tristezza si convertano a Dio; sarà così se soffrirai e ti rallegrerai soltanto in lui.

(San Bernardo di Chiaravalle – Seconda omelia per il primo giorno della Quaresima)

I SORSI

1

Cari pellegrini, dinanzi a noi vi è uno scatolo che contiene pezzi per un puzzle. Sono tanti. Presi ad uno, non fanno capire nulla. E’ il disegno raffigurato sul coperchio dello scatolo che indica cosa potrebbero rappresentare… se uniti.

2

Le parole che fanno da acqua di questa borraccia sono di san Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) e dicono una cosa molto chiara: tutto si deve “convertire” a Dio, cioè tutto deve tendere a Lui e vissuto in Lui.

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Tutto: le cose belle, la gioia; ma anche le cose meno belle, e perfino dolorose.

4

In questo modo tutto avrà una specie di collante. Meglio: questo collante deve essere Dio.

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Anzi, per essere più precisi, il collante è l’amore che Dio ha per ognuno di noi.

6

Cosa può spingere l’uomo ad unire tutto in Dio? Ad unire anche ciò che sembrerebbe non possa essere unito, per esempio la gioia e il dolore? L’evidenza che c’è un progetto che sovrasta tutto; e che questo progetto scaturisce non da un capriccio, cioè da uno sfogo irrazionale, bensì da un atto di amore e di benevolenza di Dio.

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Giovanni Papini (1881-1956), ne Il Tragico quotidiano, dice che il progetto è la “caparra della realtà“.

8

La caparra è ciò che si dà in anticipo, prima che il lavoro termini e si possa portare a casa. E’ ciò che esprime il sacrificio dell’attesa: si consegna parte della spesa, convinti che poi di lì a qualche giorno si ritirerà qualcosa di bello.

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Lo sforzo che impone la Verità Cattolica è quello di pagare questa caparra: unire tutto in Dio, come dice san Bernardo, perché poi Dio armonizzerà tutto.

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Di unire anche ciò che sembra impossibile unire.

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Un pezzo di un puzzle non dice nulla; non fa capire nulla. Da un solo pezzo non si può intuire il disegno che questo formerebbe insieme a tanti altri.

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Inoltre, in uno scatolo di puzzle ci sono pezzi di tanti colori. Pezzi neri, bianchi, rossi… sembrerebbe che non possano mai stare insieme… eppure è il progetto (il disegno raffigurato sul coperchio dello scatolo) che imporrà loro di stare insieme.

Al Signore Gesù

Signore, io ti offro tutto, davvero tutto.

Ti offro le mie gioie.

Ti offro i miei dolori.

Ti offro i miei riposi.

Ti offro le mie fatiche.

Ti offro i miei momenti di pace.

Ti offro i miei momenti di ansia.

Ti offro tutto. Convinto, che tu li saprai unire e trasformare in meraviglia.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, in alcuni dipinti che descrivono il momento dell’Annunciazione, vieni raffigurata mentre attendevi al ricamo.

Certamente eri bravissima in questo.

Dalle tue dita venivano fuori meraviglie.

Ti chiedo di regalarmi un tuo “ricamo”.

Non materiale. Non di stoffa. Ma un ricamo molto più utile.

Io ti consegno tutto ciò che costituisce la mia vita, gioie e dolori, e tu li unirai secondo la tua maestria per offrirle al tuo Divin Figlio.

Anche per questo voglio stare sempre accanto a Te.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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