La Borraccia n.363

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

363

L’ACQUA

Stiamo attenti che le nostre cattive azioni non scortichino il capo del Signore come dei rovi.

(San massimo di Torino)

I SORSI

1

Cari pellegrini, dov’è che si manifesta maggiormente la cattiveria? Nel causare dolore ad altri? Certamente. Ma ancor di più nel causare un dolore nel dolore; nell’aggravare cioè una condizione, nel far sì che tale condizione si complichi e non volendo così prendere atto che chi si attacca già sta soffrendo.

2

Perché Dio si è incarnato? Per salvarci.

3

E come ha deciso di salvarci? Soffrendo e morendo sulla Croce tra spasimi inauditi.

4

Si sa che questo non sarebbe stato necessario perché già un minimo disagio avrebbe permesso la redenzione dell’universo intero.

5

In Cristo vi è una duplice natura, veramente umana e veramente divina, unite però in unico soggetto divino.

6

E’ il soggetto divino che conferisce dignità alle azioni, per cui ogni azione di Cristo, grande o piccola che fosse, avrebbe avuto sempre un valore infinito.

7

Dunque, già una sola lacrima o un solo disagio sarebbe stato sufficiente a compensare l’infinita del peccato.

8

Ma Dio ha voluto scegliere l’inimmaginabile. Non solo si è fatto veramente uomo (e già questo è umanamente inimmaginabile), ma ha deciso di mostrare il suo amore arrivando a morire per lui.

9

Però, questo inimmaginabile non si ferma qui. Va ancora oltre.

10

Entra e si manifesta nelle singole sofferenze di Gesù.

11

Nelle singole piaghe.

12

In ogni stilla del suo sangue.

13

Se ogni singolo spasimo sarebbe stato sufficiente a salvare l’universo intero, in ogni singolo spasimo si esprime anche l’effetto di ogni singolo tradimento umano.

14

Ogni peccato dell’uomo, nella sua singolarità, è purtroppo capace di ferire l’infinito del Verbo incarnato.

15

San Massimo di Torino (380-420), nelle parole che fanno da acqua di questa borraccia, mette in guardia dalle terribili (e inimmaginabili) conseguenze di ogni peccato personale.

16

Questo (il peccato) può “scorticare” il capo di Gesù divenendo veramente (anche se misticamente) una singola scorticatura prodotta dalla corona di spine.

17

E’ in analogia ciò che avviene nella Messa, dove si ri-attualizza veramente (anche se incruentemente, ma misticamente) ciò che è avvenuto sul Calvario.

18

Si tratta di una vicinanza che è ancora più vicinanza.

19

E così nel dolore si realizza davvero l’amore.

20

O si realizza il tradimento e la spietatezza.

21

Come chi dovesse infierire su chi soffre, non tenendo in considerazione il valore e lo spessore di quella sofferenza.

Al Signore Gesù

Signore, ti chiedo perdono per tutti i miei peccati che hanno acuito le tue piaghe della Passione.

Ti chiedo che la sofferenza della tua Passione sia sempre dinanzi al mio sguardo.

Che la contempli come monito.

Alla Madre Celeste e Regina dello splendore

Madre, quale il tuo sentimento dinanzi ai tanti peccati che si susseguono e continuano a ferire il Tuo Divin Figlio?

Tu continui ad accarezzarlo, come accarezzavi il suo corpo morto appena deposto dalla Croce.

Aiutami affinché anch’io possa accarezzare e non ferire quel corpo.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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