La Borraccia n.43

L’acqua

“Non bisogna nascondere la lampada della legge e della fede, ma innalzarla nella Chiesa come su un lampadario, per la salvezza di molti.”
(San Cromazio di Aquileia – Omelia 5 sul Vangelo di Giovanni)

I sorsi

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Cari pellegrini, in questa borraccia partiamo con una esperienza di vita quotidiana, un’esperienza che sarà toccata a molti. Indossiamo solitamente gli occhiali, poi, non avendoli sugli occhi, li cerchiamo a destra e a manca, “Dove saranno andati a finire?“, “Chi l’ha presi?“, “Li avevo messi qui…“. Come forsennati, perché il tempo stringe, li cerchiamo dappertutto… poi un familiare ci dice: “Non ti accorgi che li hai in mano?” E noi, cascando dalle nuvole, a fare la figura dei rimbambiti.

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Cari pellegrini nelle parole di san Cromazio che abbiamo scelto come “acqua” di questa “borraccia” si dice una cosa importante e che ci mette dinanzi ad un’enorme responsabilità: non dobbiamo nascondere la lampada della Legge e della Fede.

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Cosa che invece sappiamo fare benissimo. Soprattutto noi cattolici di questi tempi che abbiamo ridotto la Chiesa di Cristo ad una sorta di “comunità del nascondimento”.

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Partiamo da un nascondimento importante e che ha un grande valore simbolico, quello del Tabernacolo. Nelle nuove chiese non è più posto al centro. In alcune è posto in un locale (chiamarla cappella è un po’ impegnativo) separato dalla chiesa con una bella porta quasi a voler sottolinearne ancor più la distanza.

5

C’è poi un altro nascondimento importante, ed è quello della Croce. Sugli altari solitamente non c’è. Nei casi più felici la si trova di lato.

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Per non parlare di ciò che dice specificamente san Cromazio, ovvero della “lampada della legge e della fede“. Eppure il santo parla in tempi in cui questo rischio non c’era. Cosa direbbe oggi? Della Legge di Dio non si parla; e c’è una certa resistenza (eufemismo) a manifestare pubblicamente la propria Fede: se ne ha vergogna.

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Conseguenze di questo giocare a nascondino? La compromissione della salvezza di molti, dice san Cromazio. Noi umilmente aggiungiamo: anche della nostra. Basterebbe ricordare ciò che Gesù ha detto: “Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi.” (Marco 8,38)

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…generazione adultera e peccatrice“. Come la nostra.

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Noi cosa diciamo agli adulteri nel matrimonio? Che la loro situazione si può giudicare caso per caso.

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Cosa diciamo agli adulteri della Fede? Che tutto sommato ogni religione vale l’altra… tant’è che non si deve fare proselitismo.

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Cosa diciamo ai peccatori? Che forse il peccato non è proprio un male-male, ma una sorta di bene dimezzato.

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… e le anime si perdono.

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E poi ci chiediamo perché c’è molto che non va, perché non ci sono vocazioni, perché c’è tanta crisi di fede… come quando, da folli, andiamo a cercare ciò che abbiamo perso, ma che invece portiamo nella mano. La soluzione l’abbiamo “a portata di mano”… e l’andiamo a cercare chissà dove.

Al Signore Gesù

Signore, ti chiedo la grazia del coraggio: fa che tenga sempre alta la lampada della Tua Legge e della Fede.
Una sola vergogna ti chiedo di conservarmi: la vergogna di vergognarmi di Te.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu sei Colei che più di tutti tieni alta la lampada della Legge e della Fede.
Della Legge: Tu sei l’Immacolata, mai il peccato ha trovato ospitalità nel tuo cuore!
Della Fede: Tu sei Colei che mai ha dubitato.
Per avere anch’io il coraggio di non vergognarmi del tuo Divin Figlio, voglio rimanere stretto a Te e farmi condurre da Te.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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