La Borraccia n.58

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

La terra, o Signore, è saziata dal frutto delle tue opere, affinché Tu ne tragga il pane e il vino letificante il cuore dell’uomo…”

(Salmo 103)

I SORSI

1

Cari pellegrini, chi ha la passione del trekking sa bene che i sentieri che si percorrono non sono altro che antiche tracce, nel senso che esistono perché da tempo immemorabile c’è qualcuno che è passato di lì e, a furia di passare, ha disegnato i percorsi più sicuri e più agevoli.

2

Camminare e sapere che il sentiero che si sta percorrendo è stato già percorso da qualcun altro è qualcosa che conforta. E’ come se si intravvedesse una presenza invisibile che ti guida nel percorso. Una presenza che non c’è fisicamente, ma che si manifesta nel solco del suolo.

3

Henri Michaux (1899-1984) è stato uno scrittore, poeta e pittore belga naturalizzato francese. Soprattutto è stato un “cattivo maestro” di quel pensiero dissolutorio che ha preparato il movimento del ’68.  Ebbene, egli dice in Face aux Verrous: Chi lascia una traccia, lascia una piaga.  Cari pellegrini, se ci si riflette, queste parole di Michaux sono coerenti con il suo pensiero: se la realtà così com’è va rifiutata (il poeta belga aveva convinzioni surrealiste), allora ciò che è segnato nella realtà, le impronte, le tracce che essa contiene, altro non sono che delle “piaghe”. La realtà è una malattia da rifiutare, dunque le tracce che contiene sono delle piaghe che infliggono dolore.

4

Il Salmo che abbiamo preso come acqua di questa borraccia ci dice invece che la realtà cosi com’è è bella: La terra, o Signore, è saziata dal frutto delle tue opere, affinché Tu ne tragga il pane e il vino letificante il cuore dell’uomo…”

5

Tutta la realtà è pregna delle tracce di Dio, talmente pregna da esserne “sazia”, intrisa, traboccante. Se sapiamo “leggerla” adeguatamente, ci accorgiamo che vi è una vera e propria esuberanza di presenza di Dio in essa. Tutto parla di Dio. Tutto ci conduce a Lui.

6

E da questa Presenza, come effetto meraviglioso, scaturisce la gioia dell’uomo. Dio ha creato il reale, ma non l’ha abbandonato. Pur non confondendosi con esso (il panteismo è un errore!), Dio è dentro il reale. Gli dà significato. Lo conduce a sé. Lo accompagna. Lo rende occasione per la nostra letizia: “…affinché Tu ne tragga il pane e il vino letificante il cuore dell’uomo…”

7

Questa esuberante presenza di Dio nella realtà, conforta. E’ il sigillo di una compagnia che dissolve qualsiasi solitudine e rende l’uomo capace di “leggere” gioiosamente la sua vita.

8

Gioiosamente… perché si sa che il sentiero che si sta percorrendo, qualcun altro l’ha solcato per te.

Al Signore Gesù

Signore, fa che non cada mai nella disperazione della solitudine.

Fa che non cada nella tentazione di credere di essere stato insensatamente “gettato” nel mondo.

No, conducimi alla Tua continua Presenza e fa che possa farne la “bussola” del mio cammino.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu più di tutti hai capito quanto è presente Dio nelle cose.

Dio l’hai avuto nel tuo grembo, l’hai avuto nella tua casa.

Nella tua casa, quando pregavi, era a fianco a te.

Nella tua casa, quando sfaccendavi, era a fianco a te.

Nella tua casa, quando cucinavi, era a fianco a te

E adesso per l’eternità è sempre a fianco a te.

E io pure voglio essere a fianco a te, così anch’io potrò essere accanto a Gesù.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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