La Borraccia n.63

 Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

Una volta che siamo ben incamminati nella ricerca dell gloria di Dio, siamo certi che il resto verrà.

(San Vincenzo de’ Paoli)

I SORSI

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Cari pellegrini, quando s’intraprende un lavoro, sia esso manuale o intellettuale, come per esempio scrivere un libro, archiviare, ecc… all’inizio sembra tutto difficile, e viene da pensare nei casi migliori: ci metterò chissà quanto tempo!… oppure nei casi peggiori: no, lascio tutto, mi è impossibile! Poi succede che con il passare di poco tempo tutto diventa più facile, “ci si fa la mano” come si suol dire. Ma non solo, trovandosi dentro l’impegno, l’intelligenza trova degli accorgimenti per velocizzare il lavoro che se li avessimo voluti teorizzare prima, non ci saremmo mai riusciti.

2

San Vincenzo de’ Paoli (1581-1610) dice che tutto sta a cercare con buona intenzione la gloria di Dio e poi il “resto verrà”. Si tratta di parole catalogate nei suoi colloqui, alla data 22 febbraio del 1659.

3

Prima di tutto il Santo vuole dirci che Dio vuole che lo cerchiamo e soprattutto che gli doniamo tutto. Insomma, che tutto ciò che facciamo lo dobbiamo fare per Lui e non per noi.

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Ma -si potrebbe obiettare- perché questo? Perchè Dio non ha fatto sì che facessimo delle cose per noi? La risposta è molto semplice ed è una risposta di “sbocco naturale”.

5

Facciamo un altro esempio. Il lavandino del bagno si è tappato. L’acqua che abbiamo utilizzato per lavarci non scorre e ha riempito il servizio. C’è qualcosa che ottura lo scarico. Proviamo a vedere, non si scorge nulla. Capiamo allora che il problema deve essere nel tubo. Allora prendiamo uno di quei liquidi molto corrosivi che si utilizzano in questi casi e lo versiamo. Si attende un po’ e poi all’improvviso tutto  è risolto. L’acqua scorre che è una meraviglia. Non c’è più il rischio di cattivo odore che sarebbe venuto con l’acqua stagnante. Sciacquiamo il lavandino affinché sia lucente e tutto …è passato come doveva passare.

6

Ecco, cari pellegrini: tutto è passato come doveva passare. L’acqua non poteva rimanere nel lavandino, altrimenti avrebbe dato cattivo odore e non avrebbe permesso l’uso del servizio. E perché questo? Perché non sarebbe stato rispetto il fine. L’acqua doveva avere il suo “sbocco naturale”.

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L’esempio del lavoro che, svolgendolo, si scioglie e diventa più facile e l’esempio del lavandino sturato, ci pongono dinanzi questa esigenza: tutto deve scorrere facilmente senza interruzioni verso il suo fine.

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Ed ecco spiegato perché l’uomo non può agire per se stesso, ma solo per Dio, proprio perché l’uomo non vive per se stesso, ma per Dio.

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E quando vive per Dio la vita si semplifica, come quando il lavoro improvvisamente diventa più facile.

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Quando invece l’uomo vive per sé, la sua vita è come se si “tappasse”, iniziando a dare cattivo odore. Infatti, vivere per sé vuol dire vivere per il peccato, in quanto l’uomo da sé non può che scegliere l’egoismo e il piacere fine a se stesso.

11

San Vincenzo, invece, ci dice di sforzarci di fare tutto per Dio. Se facciamo così, tutto diventerà più facile come un lavoro a cui “avremmo fatto la mano” e soprattutto non ci saranno otturazioni di sorta che ammorberanno la nostra vita.

12

Il poeta Leonardo Sinisgalli (1908-1981) scrive nel suo Il passero e il lebbroso: Si può prendere la felicità, per la coda come un passero. Possiamo parafrasare: si può prendere la felicità, prendendo la “coda” di Dio, mettendosi sulla sua scia, perché solo seguendo Dio, arriveremo allo “sbocco naturale”, cioè al giusto fine, che è Dio stesso.

Al Signore Gesù

Signore, io voglio vivere, agire e lavorare solo per Te.

Non permettere che ponga me dinanzi a Te. Sarebbe la negazione di me stesso!

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu sei colei che ha vissuto solo per Dio.

Mi metto alla tua scuola perché anch’io voglio vivere solo per Dio.

Madre, accompagnami nel cammino di questo gionro.

Dio è Verità, Bontà e bellezza

il Cammino dei Tre Sentieri

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