La Borraccia n.66

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

Ti prego, o Dio, fa che ti conosca e ti ami per godere di Te.
(Sant’Anselmo d’Aosta)

I SORSI

1

Cari pellegrini, spesso ci siamo intrattenuti sul legame Verità e Amore e per farlo ci siamo serviti del simbolismo della luce. La luce, infatti, ha in sé due caratteristiche: da una parte illumina, quindi fa conoscere, dall’altra riscalda, dà tepore… e ciò è proprio il segno dell’amore.

2

C’è però un ulteriore legame a cui rimanda il rapporto Verità-Amore ed è quello tra conoscenza e bellezza. D’altronde (ed è questo lo specifico de Il Cammino dei Tre Sentieri) Verità, Bontà e Bellezza sono tre proprietà trascendentali dell’essere; e Dio, che è l’essere nella sua pienezza, è Verità assoluta, Bontà assoluta e Bellezza assoluta.

3

Cari pellegrini, soffermiamoci sul rapporto tra Verità e Bellezza, e quindi tra conoscenza e godimento di essa.

4

Un’opera d’arte (se è vera arte) ci riconduce a questo rapporto. La osserviamo, la contempliamo, la comprendiamo e… la gustiamo.

5

Anche una bellezza della natura può farci sperimentare questo rapporto. Prendiamo un fiore profumato. Lo osserviamo nei suoi stupendi colori, nell’armonia dei suoi petali, nella perfezione della sua composizione; e, mentre lo osserviamo, ci irretisce con il suo profumo. Conquista il nostro sguardo e abbellisce la nostra osservazione con un profumo rasserenante e coinvolgente. Giustamente il filosofo spagnolo George Santayana (1863-1952) ha scritto: “La bellezza è una garanzia della possibile conformità fra l’anima e la natura, e quindi un motivo di fede nella supremazia del bene”.

6

Ed è per questo che il fiore significa bene l’amore. Offrire un fiore alla propria innamorata, deporlo sulla tomba di un caro defunto, donarlo alla propria madre, all’Immacolata, vuol dire offrire ciò che rappresenta appieno la sostanza di un riconoscimento: da una parte che la presenza di colui a cui si offre è importante per la propria vita, dall’altra che questi costituisce una “bellezza” di cui la propria vita ha bisogno.

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Cari pellegrini, l’acqua di questa borraccia è costituita da alcune parole tratte dal Proslogion di sant’Anselmo, vescovo e filosofo, nato nel 1033 e morto nel 1109. Egli prega Dio affinché lo possa conoscere per amarlo e goderlo. Dice: “Ti prego, o Dio, fa che ti conosca e ti ami per godere di Te.”

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Coloro i quali non conoscono la storia, o si fanno influenzare da sciocchi luoghi comuni, pensano che il medioevo abbia partorito una spiritualità fredda, farisaica, astratta, libresca. Ciò è falso, anzi la spiritualità medioevale è proprio il contrario e le parole di sant’Anselmo ne sono un esempio.

9

Signore –dice sant’Anselmo- a me non basta conoscerti, voglio amarti e voglio che la tua bellezza riempia la mia vita. Insomma, una conoscenza che si fermi alla pura soddisfazione intellettuale, ma che non coinvolga anche l’integrità dell’esistere, e quindi la soddisfazione del cuore, è una conoscenza monca, mutilata, che non risolve.

10

Signore –è come se dicesse ancora sant’Anselmo- adesso capisco perché nella bellezza della natura, per ogni cosa vera, hai inserito un piacere, perché ciò deve essere segno (anche se infinitamente più piccolo di Te) della tua presenza che è Verità e Bellezza, che è soddisfazione dell’intelligenza e anche del cuore.

11

Un abbraccio alla propria moglie, ad un figlio, alla madre… un buon frutto da mangiare, un fiore da contemplare… è unione di verità e bellezza, di conoscenza e piacere. E’ segno di un Dio che avvolge tutto con la sua Verità e con la sua Bontà e quindi anche con la sua Bellezza.

12

E’ un segno di quell’ “Amor che move il sole e le altre stelle”, come dice Dante (Paradiso XXXIII, 45) a proposito di Dio per far capire come questo Dio “muova” anche il desiderio e la volontà di ognuno.

Al Signore Gesù

Signore, nella preghiera di questa borraccia non trovo altre parole che fare mie quelle di sant’Anselmo: “Ti prego, o Dio, fa che ti conosca e ti ami per godere di Te.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu sei il “segno” creaturale più perfetto dell’unione tra Verità, Bontà e Bellezza.
Tu, Tota Pulchra, sei la Bellezza per eccellenza.
Nessuna più di Te è ancorata al Vero, al Buono e al Bello, perché nessuna più di Te è vicina a Dio.
Ecco perché ti chiedo di rimanere sempre a fianco a Te.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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