La Borraccia n.69

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi ogni tanto. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione, che si sorseggia ogni tanto. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

69

L’ACQUA

Cammina sulla via della semplicità. Non pretendere di conoscere nulla davanti a Dio.
(Isacco di Siria Monaco del VII secolo)

I SORSI

1

Cari pellegrini, sarà capitato a tutti di aver bisogno di una visita specialistica. Ebbene, è giusto dare ad ognuno il suo. E quando diciamo “suo”, intendiamo quel che uno si merita senza nessun livellamento. Che un medico guadagni di più di un operaio non deve destare scandalo. Altra cosa però è quando si chiede tanto e troppo.

2

Cari pellegrini, l’acqua di questa borraccia ci dice che bisogna camminare sulla via della semplicità; che dinanzi a Dio non si può pretendere di conoscere qualcosa.

3

Soffermiamoci su quest’ultima frase: dinanzi a Dio non si può pretendere di conoscere qualcosa. In realtà, essa non va interpretata alla lettera, cioè “conoscere” per conoscere, bensì va intesa in questo modo: non possiamo pretendere di conoscere qualcosa che Dio non ci permetta di conoscere.

4

Sant’Agostino riprese Platone, ma per la teoria della conoscenza non potette farlo integralmente, perché il filosofo greco credeva nella preesistenza dell’anima al corpo. L’anima -egli diceva- prima di cadere nel corpo contemplerebbe le idee delle cose nell’Ipereuranio e poi, una vota incarnata, attraverso la reminiscenza (il ricordo) l’anima ha la possibilità di conoscere. Sant’Agostino sostituì la reminiscenza con l’illuminazione. L’uomo conosce grazie alla luce che continuamente Dio infonde nella mente umana.

5

Lasciando perdere i tcecnicismi filosofici, cosa vuol farci capire sant’Agostino? Che la conoscenza umana non solo è un dono di Dio, ma che è anche dovuta, nel suo essere e nel suo realizzarsi, all’amore di Dio.

6

Tutto questo deve spingerci non solo ad un senso di riconoscenza, ma anche di profonda umiltà: ciò che possediamo non è nostro, ma è un dono.

7

Proprio perché le cose stanno così, ciò che abbiamo, cioè i talenti che abbiamo ricevuti, vanno trafficati e offerti.

8

Se Dio gratuitamente dà, anche noi gratuitamente dobbiamo dare.

9

Quando qualcuno, possedendo meriti e competenze, chiedesse compensi esorbitanti, sproporzionati e ingiusti, verrebbe da dirgli: ciò che possiedi non è tuo… e ciò che Dio ti dona ora, potrebbe non donartelo più!

10

E’ per questo che il grande medico san Giuseppe Moscati non chiedeva più di tanto e a chi non poteva dare, non chiedeva nulla.

Al Signore Gesù

Gesù, Tu mi hai donato tutto se stesso.

Cosa sarebbe stato della mia vita, se Tu non ti fossi offerto sulla Croce?

Fai in modo che anch’io nel mio piccolo, e soprattutto nella mia indegnità, mi offra a colui che mi poni accanto.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu sei la meraviglia dei doni di Dio.

In Te tutto è dono… e questi doni costituiscono il grande Dono che sei Tu.

Stretto a Te, potrò imparare a donarmi veramente.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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