La Borraccia n.69

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

Santa Madre, hai generato Chi ti ha fatto, e rimani Vergine in eterno

(Antifona all’Offertorio della Messa della Natività della B.V.Maria)

I SORSI

1

Cari pellegrini, si racconta che molti secoli fa in un convento vi fosse un fraticello bravissimo nel dipingere. Ma di questo non se ne gloriava. Un giorno passò di lì un personaggio che ne capiva e rimase sbalordito nel vedere la bellezza di quei dipinti. Chiese ad uno del convento chi li avesse fatti e questi andò a chiamare il frate pittore. Il personaggio disse: “Vi rendete conto di cosa sapete fare con il pennello?” Il frate, nella sua grande umiltà, non rispose e sorrise dolcemente quasi a dire che per lui certe opere venivano del tutto naturali. Poi chiese la carità di non farne parola, perché voleva rimanere nascosto nel servire il Signore con  i talenti che aveva ricevuti.

2

Dinanzi ai propri meriti, l’umiltà impone due atteggiamenti. Da una parte non agitarsi per mostrarsi artefice di chissà che. Anzi, mai cercare la gloria per sé, al limite accettare i complimenti che gli altri formulano spontaneamente, sapendoli però rimandare al Signore Dio. Dall’altra, sinceramente stupirsi di saper fare determinate cose e capire che quella “naturalezza” non viene dai propri meriti, ma dai doni che il Signore ha dato; e convincersi che come li ha donati, così li potrebbe anche riprendere.

3

Atteggiamenti questi che non sono per nulla facili, tant’è che il poeta Eliot (1888-1965) scrive: “L’umiltà è la virtù più difficile da conquistare; niente di più duro a morire del desiderio di pensare bene di se stessi.”

4

Cari pellegrini, il modello per eccellenza per tutto questo è la Madre Celeste. Come dicono le parole che abbiamo scelto come acqua di questa borraccia, Ella ha generato chi l’ha creata e, pur avendo generato il massimo che poteva generare, è rimasta vergine e tale rimarrà per l’eternità.

5

Ragioniamo su queste due verità che sono umanamente inimmaginabili. La Madonna ha generato Dio, cioè ha generato Colui che esiste dall’eternità, Colui senza il quale la Madonna e tutto ciò che esiste non potrebbe esistere. Non c’è realtà che sia comparabile a Dio, dunque l’Immacolata ha generato il massimo; non poteva generare di più.  Ma, pur generando il massimo, Ella è rimasta così com’era, com’era stata concepita, com’era stata pensata e voluta dall’eternità. Vergine era, vergine è e vergine sarà per sempre.

6

Dunque, la Madre Celeste ha compiuto il massimo che una creatura avrebbe mai potuto compiere, ma nello stesso tempo, malgrado questo, è rimasta così com’era, perché dall’eternità era “piena di grazia”. E ciò che ha compiuto non l’ha inorgoglita, né l’ha scalfita nella presunzione. No: com’era, così è rimasta.

7

E allora, cari pellegrini, la nostra borraccia finisce qui? No, piuttosto inizia qui! In che senso? Ve lo diciamo subito. Prima però leggiamo queste parole tratte dallo Zibaldone di Leopardi (1798-1838): “Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; (…) l’esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell’universo è il male; l’ordine e lo stato, le leggi, l’andamento naturale dell’universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male.”

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Insomma, il noto poeta dice che tutto il reale è all’insegna del negativo, appunto: del male. E invece le cose non stanno così. Un conto è dire che il male si è introdotto nella realtà (il peccato originale), altro è dire che tutto sin da subito è stato contrassegnato dal male.

9

E’ vero il contrario. L’Immacolata, la Madre celeste. Ella è proprio il segno concreto di come tutto sia all’insegna del positivo. Un positivo che mai si è scalfito e mai si è guastato: la Madre Celeste ha generato chi l’ha creata, ed è rimasta vergine in eterno…

10

…come il fraticello della storia da cui siamo partiti. Le lodi e l’osservazione delle sue opere non gli avevano tolto il suo umile e originario stato d’animo.

Al Signore Gesù

Signore, grazie che ci hai donato tua Madre.

Grazie per questa icona di umiltà.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, io corro il rischio di inorgoglirmi per quel poco che faccio, perciò vengo da Te per mendicare la tua umiltà.

Vengo da te per mettermi alla tua scuola.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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