La Borraccia n.70

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

Dicono fra loro sragionando: ‘(…) siamo nati per caso e dopo saremo come se non fossimo mai stati. E’ un fumo il soffio delle nostre narici, il pensiero è una scintilla nel palpito del nostro cuore.
(Sapienza 2, 1-2)

I SORSI

1

Cari pellegrini, immaginiamo di metterci dinanzi ad un fiume. Le acque scorrono lente, ma scorrono; e nella loro lentezza infondono pace e tranquillità. Perché scorrono? Perché c’è un declivio e l’acqua è attratta verso il basso: è una legge incontrovertibile.

2

Cari pellegrini, basterebbe questa semplice immagine per capire come la realtà sia costituita da leggi. Leggi che governano il nostro organismo e leggi che governano la realtà che è fuori di noi. Non ci sarà mai un fiume le cui acque possano salire!

3

Il governo di tutto e il fatto che tutto rispecchi la costanza delle leggi ci fanno capire quanto sarebbe sciocco pensare che, tanto noi quanto la realtà che fuori di noi, siamo frutto del caso. Il caso non genera l’ordine. Il caso può generare qualcosa, ma ciò che genera non tende a ripetersi costantemente. Se si getta a caso una pietra, andrà dove andrà; ma se si rigetta sempre a caso, di certo non cadrà dove è caduta prima.

4

L’ acqua di questa borraccia dice chiaramente che soltanto colui che “sragiona” può convincersi di essere nato per caso e che il proprio pensiero altro non sia che un soffio, cioè qualcosa che si esprime e poi sparisce dissolvendosi chissà dove.

5

No, cari pellegrini, l’organizzazione del reale ci dice tutt’altro. Ci dice che non solo la nostra vita è stata pensata e voluta, ma che tutto ciò che ci capita, anche ciò che è l’esito delle nostre libere e responsabili scelte, rientra sempre in un senso che Dio conferisce ad esso. Anche quando compiamo il male, Dio offre la possibilità di convertire il male in un bene superiore… e se questo non accade (e può non accedere) non è per colpa di Dio, ma per colpa nostra che non vogliamo corrispondere alla Sua Grazia.

6

L’organizzazione del reale ci dice che il nostro pensiero, le nostre affezioni, non sono scintille che si perderanno nelle tenebre, ma luce che si riverbera nel progetto e nella costruzione che Dio ha dato al tutto.

7

Ogni cosa e ogni fatto sarà definitivamente nell’Eterno: il nostro vivere, il nostro faticare, il nostro soffrire, il nostro amare e sacrificarci per i nostri cari. Tutto sarà definitivamente nell’Eterno. In un Eterno di gioia se fatto per Colui che è il Padre di tutto; in un Eterno di dannazione se fatto per noi stessi.

8

Cari pellegrini, il barone di Montesquieu (1689-1755), che in realtà si chiamava Charles Louis de Secondat, è stato un personaggio politico tutt’altro che condivisibile, uno di quei pensatori illuministi che tanti danni hanno causato, ma nei suoi Pensieri dice queste parole che si adattano bene a ciò che stiamo trattando: “Ho sempre constatato che per riuscire nel mondo bisogna avere l’aria folle ed essere saggi.” Egli afferma insomma che l’uomo deve vivere tenendo presente due dimensioni che non si escludono ma si completano: la follia e la saggezza. Ovviamente noi per follia intendiamo non la vera follia, bensì una “follia” tra virgolette, cioè una capacità di saper andare oltre la dimensione del momento e della realtà effettuale. L’uomo per vivere saggiamente deve in un certo qual modo vivere la “follia” di pensare e predisporre tutto ciò che sta vivendo nella prospettiva  dell’eternità. Solo così è veramente saggio.

9

Insomma, come accade per le acque del fiume. Esse scorrono nel letto, ma se avessero la possibilità di pensare, sarebbero consapevoli che stanno andando verso la foce. Il fiume è metafora della vita: le sue acque scorrono verso l’inevitabile méta dello sfociare nel mare o in un lago. Così -cari pellegrini- anche la nostra vita deve scorrere verso Dio. Il fiume non scorre verso il nulla… e anche noi non camminiamo verso il nulla.

Al Signore Gesù

Signore, fa che mai cada nella tentazione di considerare “insensato” il mio esistere.
Rafforza la mia fede.
Tienimi stretto nel tuo Progetto.
Fa che esso non sia solo per me evidente, ma che lo possa anche abbracciare per il Tuo amore.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, basterebbe contemplare la tua vita e la tua natura per capire quanto tutto è stato magnificamente preordinato.
Preordinato nella Bellezza, perché Dio, preservandoti dall’eternità nella tua purezza, ha fatto sì che la natura umana iniziasse con la totale Bellezza (Tota Pulchra est Maria…).
Madre, stammi accanto, perché contemplando la tua Bellezza, possa anche contemplare la Bellezza della vita.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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