La Borraccia n.72

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

Gloria a Te, Signore mio Gesù Cristo, per aver voluto che il tuo corpo benedetto fosse consegnato nelle braccia della tua addolorata Madre e da lei avvolto in panni…
(Santa Brigida di Svezia)

I SORSI

1

Cari pellegrini, sta piovendo e sul nostro cammino incontriamo un papà che avendo un solo ombrello preferisce (come è giusto che sia) riparare il proprio bambino piuttosto che lui.

2

Il gesto è semplice e banale, ma ci colpisce. Si tratta di “custodire”. Il papà sa che il proprio figlio non solo ha più bisogno di lui, perché più debole e più facilmente potrebbe ammalarsi, ma anche perché sa che il proprio figlio, per lui, è più importante di se stesso: è la ragione del suo essere padre.

3

Non sempre ci riflettiamo ma quando proteggiamo qualcosa o qualcuno è perché quel qualcosa o quel qualcuno lo riteniamo troppo importanti per la nostra vita, forse più importanti di noi stessi.

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Cari pellegrini, l’acqua di questa borraccia è costituita dalle parole di una grande santa, Brigida di Svezia (1303-1373), che fu santa, madre, suora e anche regina. Sono parole che sono tratte dalle sue Orazioni.

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In esse ci sono almeno due spunti di riflessione. Il primo riguarda il fatto che il corpo di Gesù sia stato consegnato tra le braccia della Madre. Il secondo è che questo corpo sia stato avvolto in panni. E santa Brigida ci tiene a dire che questi due fatti sono degni di ringraziamento: “Gloria a Te, Signore mio Gesù Cristo, per aver voluto che il tuo corpo benedetto fosse consegnato nelle braccia della tua addolorata Madre e da lei avvolto in panni…”

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Cerchiamo allora di capire il perché. Certo, santa Brigida è stata anche una mamma, una mamma di grande sapienza tant’è che una sua figliola è riuscita anch’ella a raggiungere la santità (santa Caterina di Svezia), per cui ciò che scrive a maggior ragione lo sente sulla sua esperienza, nella sua vita, nei suoi timori, nelle sue speranze. Ma, ovviamente, santa Brigida scrive questo per dirci qualcosa di ben preciso.

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Dio, Signore dell’universo intero, dopo essersi incarnato (mistero che già di per sé è umanamente inimmaginabile), si lascia offendere, flagellare, crocifiggere… per salvarci. E fa sì che il suo corpo, così ridotto, fosse consegnato tra le braccia dell’Immacolata. Si tratta della totale consegna della sofferenza all’umanità. La scena di ogni “pietà” parla e fa dire al Signore chiaramente: Eccomi, ho compiuto ciò che dovevo compiere. I miei patimenti sono a vostra disposizione, da qui -solo da qui!- si genera la vostra salvezza. Venitemi a prendere tra le braccia di mia Madre.

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Ma c’è ancora un altro particolare: il Signore consegna il suo corpo morto alle braccia della Madre affinché Ella lo possa avvolgere in panni. Cosa significa? Che l’Immacolata ci dice che la sofferenza di Cristo va custodita come il nostro bene più prezioso, anzi: un bene che è più prezioso di noi stessi, perché, senza di esso, saremmo completamente persi.

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Inoltre significa che se noi pecchiamo è come se dicessimo a Gesù: Signore, tu inutilmente ha i effuso il tuo sangue per me… Che terribile responsabilità!

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La sofferenza di Cristo va custodita, va protetta, va adorata (l’adorazione della Croce).

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E pensate -cari pellegrini- alle sciocchezze di certe menzogne che pretendono affermare che il Cristianesimo tutto sommato abbia svolto un ruolo negativo per la costruzione della storia e del progresso. E invece cosa dice ogni raffigurazione della “pietà”? Che la sofferenza può essere via di predilezione (se offerta a Cristo e unita alla sua Passione), che i sofferenti non vanno scartati, che attraverso di loro (non attraverso il potere, la forza, l’astuzia, il cinismo) può reggersi e fondarsi la misericordia per l’universo intero.

Al Signore Gesù

Signore, non posso offrirti i meriti di santa Brigida -io sono quello che sono- ma mi unisco a questa grande santa per ringraziarti anch’io e lodarti di ciò che mi hai offerto e che continui ad offrirmi grazie alla tua sofferenza.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, vengo da te, ad adorare la sofferenza di Cristo.
Vengo da te per servirmi di questo preziosissimo ed incommensurabile tesoro.
Vengo da te per apprendere come custodire questa sofferenza, affinché mai la possa offendere e nullificare con il peccato.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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