La Borraccia n.83

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

La Croce è un dono troppo prezioso e da esso si apprendono molte virtù.
(Gesù a santa Gemma Galgani)

I SORSI

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Cari pellegrini, si racconta di una giovane aristocratica che chiese di entrare in una comunità religiosa. Per provarne la vocazione, la Superiora le fece un quadro assai duro ed esigente della vita in quella comunità. Le fece vedere il monastero insistendo particolarmente sui luoghi più austeri. La giovane sembrava scoraggiarsi, poi, improvvisamente, domandò alla Superiora: “Troverò un Crocifisso in quella cella in cui dovrò stare molto ristretta e in cui dovrò dormire sopra un pagliericcio? Troverò un Crocifisso in quel refettorio, in cui il cibo sarà molto grossolano? Lo troverò in quel Capitolo, in cui dovrò ricevere tante correzioni?” La Superiora rispose: “Oh! sì, figlia, il Crocifisso è dappertutto.” “Ebbene, madre –rispose decisa la giovane- io penso che niente mi sarà difficile quando avrò con me un Crocifisso in tutti quei luoghi in cui dovrò sacrificarmi.”

2

Cari pellegrini, la Croce come dono: una follia …secondo il Mondo.

3

D’altronde non ci si può stupire più di tanto. Da un punto di vista umano è così. Può il dolore essere considerato un dono? A meno che non si abbia qualche deviazione psichiatrica non si può amare il dolore in sé. Si può invece arrivare ad amarlo perché serva a qualcosa.

4

Ma, cari pellegrini, attenzione. Non a caso abbiamo utilizzato il termine “umano”. Abbiamo detto: “…da un punto di vista umano…”. Non abbiamo però detto da un punto di vista “naturale”. Si potrebbe obiettare: ma non si tratta della stessa cosa? No, non è proprio la stessa cosa.

5

Quando parliamo di “umano” intendiamo ciò che confà all’uomo, ciò che è legato non solo al suo “essere”, ma anche e soprattutto al suo “esistere”. Ora, da un punto di vista esistenziale, è facile capire che la sofferenza dia fastidio, ripugni, sia qualcosa insomma da cui rifuggire d’istinto.

6

Quando, invece, parliamo di “naturale” intendiamo qualcosa che è strutturale alla realtà naturale e, nel caso dell’uomo, all’essere dell’uomo. In tal caso se è vero che anche secondo natura la sofferenza ripugna (tant’è che non la si può amare di per sé), è pur vero che essa, se rientra nel piano soprannaturale, si accorda con il naturale essendo la vita soprannaturale un arricchimento della vita naturale.

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Ed ecco perché nella logica cristiana la Croce diventa un dono. Lo diventa perché scelta da Dio stesso …e Dio è il fine unico e necessario dell’uomo.

8

Nelle parole che fanno da acqua di questa borraccia, Gesù oltre a dire a santa Gemma Galgani che la Croce è un dono, aggiunge che essa è anche una “cattedra”. Dice: “…da esso (da questo dono) si apprendono molte virtù.”

9

Con questo “dono” si ama più Gesù, perché ci si conforma maggiormente a Lui.

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E si amano anche più i fratelli, perché non solo si offrono le proprie sofferenze per la salvezza propria e altrui, ma anche perché si capiscono meglio i bisogni e i limiti di chi sta accanto. La Croce diventa il balsamo per ammorbidire il proprio cuore.

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Cari pellegrini, la Croce è la realtà dove poggia tutto. E’ il dono dove riposa ogni nostro desiderio e ogni nostro affanno.

12

La Croce -come per la suora dell’episodio da cui siamo partiti- è la garanzia per affrontare eroicamente tutte le prove della vita.

Al Signore Gesù

Signore, aiutami ad amare la Croce.
Fammi spalancare il cuore e sorridere quando Tu mi offri questo dono.
Che non lo rifiuti, ma l’abbracci come Tu l’abbracciasti per me.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu non hai mai avuto dubbi e perplessità dinanzi al dono della Croce.
Hai sempre accettato, offerto e condiviso.
Da Te voglio imparare.
Con Te riuscirò ad accettare.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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