La Borraccia n.95

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

(…) sulle ginocchia sarete accarezzati.

(Isaia 66)

I SORSI

1

Cari pellegrini, forse qualche volta vi sarà capitato, tra la folla, d’imbattervi in un bambino piangente per aver smarrito i genitori. Vi sarete fermati, lo avrete consolato e poi avrete sicuramente visto la sua gioia indescrivibile nel momento in cui ha visto riapparire la mamma e il papà.

2

Cari pellegrini, le parole che fanno da acqua a questa borraccia ci dicono in sostanza che il nostro destino è nell’amore di Dio e a dircelo è proprio Lui, Dio: “(…) sulle ginocchia sarete accarezzati”.

3

Le ginocchia sono articolazioni delle gambe e le gambe richiamano il cammino.

4

Le carezze richiamano la tenerezza e la tenerezza a sua volta richiama l’accoglienza e anche la cura.

5

L’amore di Dio, pertanto, si manifesta in un accompagnamento amorevole. Dio è nella storia dell’uomo (non confondendosi con essa) ed è nella storia per poterci salvare e quindi per averci con Lui per tutta l’eternità.

6

Cari pellegrini, se ci riflettete bene volete le “ginocchia” e le “carezze” di Dio rappresentano quella verità unicamente cattolica che è la Provvidenza.  Dio, se noi lo lasciamo fare e corrispondiamo alla sua Grazia, provvede per la nostra vita.

7

Altro che solitudine! Altro che pessimismo cosmico! Altro che essere gettati nel mondo!

8

Il poeta Rainer Maria Rilke dice che la solitudine è la condizione tipica del bambino. Egli scrive in Lettere ad un giovane poeta: “Essere soli come è solo un bambino.” Sembra un’affermazione strana, eppure non lo è. Il bambino si avverte continuamente solo, perché sente su di sé il bisogno di essere accompagnato. Eppure il bambino di suo è portato ad essere contento e gioioso, è nella sua indole, è tipico della sua età. Vive nella dimensione della solitudine, ma ugualmente si rapporta gioiosamente alla vita.

9

Cari pellegrini, ciò dobbiamo imparare dai bambini. E’ infatti questo il nostro destino: vivere costantemente nella solitudine e quindi nel bisogno, ma nello stesso tempo affrontare con letizia tutto ciò che ci accade, consapevoli che ci saranno le “ginocchia” e le “carezze” di Dio ad attenderci. Consapevoli inoltre che se ci smarriamo per un po’ (come il bambino dell’inizio di questa borraccia), subito comparirà la Provvidenza di Dio nella nostra vita. E Dio ci terrà sulle sue ginocchia e ci consolerà con le sue carezze.

Al Signore Gesù

Signore, a me non basta un Dio a cui aderire con l’intelligenza. Certo, questo è un presupposto necessario; ma io voglio un Dio che stia al mio fianco; che entri nella mia vita; che afferri il mio braccio, se si indebolisce; che sorregga le mie gambe, se non riescono più a sostenermi.

Perciò, Gesù, scelgo Te. Perché Tu, che sei l’unico Dio, sei questo Dio!

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, quando io ti chiedo di rimanere a fianco a Te e di tenermi nella tua mano, te lo chiedo proprio perché conosco la mia solitudine e conosco quanto possa smarrirmi nel mistero del mio esistere.

Quando le prove si accavallano, quando l’angoscia sembra smuovere tutto, incrocio il tuo dolce viso e vado avanti.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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