La Borraccia n.39

 L’ACQUA

“Coloro che corrompono le famiglie non erediteranno il Regno di Dio”
(Sant’Ignazio di Antiochia – Lettera agli Efesini)

I SORSI

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Cari pellegrini, c’è un breve racconto che narra di un uomo che trovò un nido di vipere. Vedendole così piccole, le prese e le portò nella sua casa per nutrirle con premura. Un giorno arrivò un amico che vide le vipere e ovviamente mise in guardia il padrone di casa, ma questi rispose che erano ancora piccole e che le avrebbe uccise allorquando fossero diventate grandicelle. L’amico cercò inutilmente di metterlo in guardia. “Se tu le nutri –gli disse- cresceranno ancora più velocemente e potrebbero farti del male…” Non ci fu nulla da fare. Come andò a finire? Che dopo pochi giorni quell’uomo imprudente fu trovato morto nel suo letto a causa del veleno di una di quelle vipere.

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Cari pellegrini, nell’ “acqua” di questa “borraccia” sant’Ignazio ci mette in guardia dal pericolo di non difendere il bene inestimabile della famiglia.

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Son parole, queste, che in gergo potrebbero essere facilmente comparate al classico “cacio che cade sui maccheroni” o, se preferite, a ciò che “cade a pennello”. Infatti, oggi come oggi, abbiamo chi si prodiga per corrompere la famiglia e anche chi chi non fa nulla per difenderla.

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Ma sant’Ignazio di Antiochia parla chiaro: chi minaccia la famiglia non erediterà il regno di Dio, cioè andrà all’inferno.

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Prima riflessione: la chiarezza del Santo. Il quale –guarda caso- rimase coerente fino all’accettazione del martirio. Chiediamoci: noi saremmo capaci di tale chiarezza? E’ evidente che la responsabilità a riguardo è diversa dall’autorità che si riveste e dalla vocazione che si ricopre, ma avremmo il coraggio di parlare con chiarezza, una chiarezza che poi è indicata dallo stesso Gesù: “Il vostro parlare sia sì sì, no no, il resto viene dal maligno.“? (Matteo 5)

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Seconda riflessione: cosa significa minacciare la famiglia? Non dobbiamo credere che significhi solo attaccarla. Minacciare la famiglia è anche non difenderla adeguatamente.

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In merito alla non-difesa ci sono due atteggiamenti possibili: pensare che la difesa implichi qualcosa che non sia giusto e pensare che la difesa non spetti a tutti.

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Pensare che la difesa implichi qualcosa che non sia giusto: in questi tempi sentiamo di autorevoli cattolici i quali affermano che manifestare a favore della famiglia naturale e contro certe leggi (vedi quella sulle “unioni civili”) significherebbe andare contro qualcosa e anche contro qualcuno. Certo, vuol dire questo. E cosa c’è di male? Andare in questo caso “contro” non solo è moralmente possibile, ma anche moralmente doveroso. Il cristiano è segno di “contraddizione”. Il vecchio Simeone lo disse chiaramente vedendo il Bambino Gesù (Luca 2).

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E adesso veniamo al pensare che la difesa della famiglia non spetti a tutti. Si dice da parte delle gerarchie della Chiesa che la difesa pubblica della famiglia spetti al laicato. E’ vero. Ma non si precisa che spetta “soprattutto” al laicato. Ciò non vuol dire che i pastori possano sfilarsi. Se il pastore deve “odorare” delle sue pecore, deve sempre stare in mezzo alle pecore, quando le “pecore” fanno battaglie che il mondo plaude, ma anche quando fanno battaglie che il mondo non desidera.

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Torniamo al racconto iniziale. Conviene giocare con le vipere? Conviene farle crescere senza pensare a quando saranno capaci di mordere? Se conviene questo, attendiamoci che la nostra Civiltà finisca sul letto di morte, così come il protagonista del racconto.

AL SIGNORE GESU’

Signore, Tu sei voluto nascere in una famiglia. Grazie di questo.
Ti chiedo di darmi continuamente la forza di difendere la Famiglia. Costi quel che costi.
Non mi interessa ciò che il mondo penserà di me… mi interessa solo ciò che Tu penserai di me.

ALLA MADRE CELESTE E DELLO SPLENDORE

Madre, Regina della Sacra Famiglia, amore sublime ed immacolato di quel Focolare, stammi a fianco nella lotta per difendere il “luogo” dove ogni uomo trova veramente se stesso.
Immacolata mia, dammi la forza per gridare al mondo ciò che il Tuo Divin Figlio desidera.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

 

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