La Borraccia n.44

L’acqua

“Se tu fossi interiormente buono e puro, vedresti ogni cosa senza velo, e la comprenderesti pienamente: è infatti il cuore puro che penetra il Cielo e l’Inferno.”
(Imitazione di Cristo II, 4)

I sorsi

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Cari pellegrini, cosa ci accade quando abbiamo il cuore allegro? Sembra che tutto ciò che ci circonda sia se non positivo, per lo meno accettabile. Un senso di calma ci pervade, per cui anche quando si dovesse scorgere qualcosa che non va, non si viene presi dall’ansia astiosa di risolvere tutto e subito. Invece, accade il contrario quando la tristezza incombe sul nostro cuore. In questa situazione la realtà che ci circonda sembra “ispidirsi”, nel senso che quasi “punge” fastidiosamente sul nostro essere e anche noi siamo tentati di rispondere e reagire in modo “pungente”.

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Non a caso, cari pellegrini, abbiamo parlato di “cuore allegro”. Perché? Cosa c’entra il cuore? Non si dovrebbe piuttosto parlare di mente allegra o tutt’al più di animo allegro?

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E invece la parola “cuore” ci sta bene. Vediamo perché. Il “cuore” non è qualcosa d’istintivo, di irrazionale e di irragionevole, tanto è vero che per gli animali non parliamo di cuore. O perlomeno, se ne parliamo, è quando li vogliamo infantilmente umanizzare, e allora diciamo: “Il mio cane ha un grande cuore, è così affezionato…” Oppure: “Quella gatta ha un grande cuore di mamma, sta sempre attenta ai suoi gattini, ecc…

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Il “cuore” nel suo vero significato è ciò che contraddistingue l’essere uomo. Prima di tutto è l’attestazione che l’uomo non è solo il suo corpo, i suoi istinti, il suo ventre, ma che c’è in lui una componente che trascende ed è chiamata a governare tutto questo.

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Il “cuore” è la sintesi della volontà e della ragione. E’ –come dice il Catechismo della Chiesa cattolica al n.2563- “(…) il luogo della verità, là dove scegliamo la vita o la morte”.

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Il “cuore” è la dimensione dell’apertura dell’uomo verso il “dover essere del suo esistere”, cioè verso ciò che dovrebbe realmente essere e raggiungere. In tal modo possiamo dire che il “cuore” è l’amore, ma quello vero, quello donante, quello che sottostà alla legge del reale, quello che è esito del riconoscimento della Verità. Un amore che si fa apertura a tutto ciò di cui l’uomo ha veramente e integralmente bisogno. Attenzione a questo avverbio, “integralmente”, che significa un bisogno che riguardi tutto l’essere e l’esistere umani, non solo i bisogni più spiccioli, ma anche e soprattutto quelli più grandi, senza i quali l’uomo non può capire chi è davvero. In questo senso il “cuore” è il bisogno di felicità piena.

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E allora ecco il senso delle parole che fanno da “acqua” a questa “borraccia”. L’ “Imitazione di Cristo”, parlando di interiorità, (“Se tu fossi interiormente buono e puro…”) intende proprio il cuore, tant’è che poi dice: “… è infatti il cuore puro che penetra il Cielo e l’Inferno”.

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Dunque, se si avesse il cuore puro, si comprenderebbe davvero tutto. Ma comprendere cosa? La vera realtà del nostro esistere che altro non è che una lotta tra il Cielo e l’Inferno, cioè tra il Bene e il Male, tra Dio e Satana.

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Insomma è il “cuore puro” che ci fa comprendere il vero dramma umano, il suo destino di militanza, di battaglia, per poter salvare la propria anima e scongiurare l’eterno fallimento.

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Ecco che allora –volendo ritornare all’immagine da cui siamo partiti- qualsiasi stato d’animo caratterizzi i nostri momenti, dobbiamo saper salvare il nostro “cuore” per far sì che mai venga meno la consapevolezza di ciò che conta; e così confermare nella perenne lotta la fedeltà a Dio e al Cielo.

Al Signore Gesù

Signore, ti chiedo la grazia di comprendere pienamente la mia vita.
Comprendere, non nel senso di capire tutto, ma di conformarmi sempre e comunque al tuo divino volere, sapendo che in ogni cosa che tu decidi e permetti c’è sempre un significato più grande.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, chi più di Te ha avuto ed ha un cuore veramente “capace” di capire il senso dell’esistere?
Se la capacità di capire è data dalla purezza del cuore, allora non c’è creatura che possa capire più di Te, in quanto Tu sola hai un cuore purissimo: è il tuo Cuore Immacolato!
Stretto a Te, allora tutto mi sarà più facile.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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