La Borraccia Settimanale – 44

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi ogni tanto. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione, che, a differenza del cibo che si deve prendere ad orario, si sorseggia ogni tanto. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

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L’ACQUA

Dio così disse a santa Caterina da Siena:  “Ogni creatura che ha in sé ragione ha la vigna per se medesima, cioè la vigna dell’anima sua; della quale la volontà col libero arbitrio nel tempo ne è il vignaiolo, cioè mentre che egli vive. Ma poi che è passato questo tempo, non può più fare alcun lavoro, né buono né cattivo; ma mentre che egli vive può lavorare la vigna sua, nella quale Io l’ho messo.”

(Santa Caterina da Siena – Dialogo della Divina Provvidenza, 23)

I SORSI

  1. Cari pellegrini, nel nostro cammino c’imbattiamo in un contadino che sta piantando una vigna. Il poverino, però, fa molta fatica perché sta lavorando su un terreno impervio e sassoso. Notiamo che con grande sforzo deve scavare per inserire i paletti.
  2. Il Signore dice a santa Caterina da Siena che ognuno di noi è un vignaiolo e che la vigna è la nostra anima. A noi spetta lavorarla.
  3. Dalle nostre scelte, da come usiamo la nostra libertà, possiamo far sì che sia una vigna che porti buona uva oppure una vigna che sembra tale ma che in realtà non dà frutti buoni.
  4. Dunque, cari pellegrini, Dio ci ha donato l’anima nostra e su questa dobbiamo lavorare.
  5. C’è però una questione importante e che è sottintesa nelle parole che Dio rivolse a santa Caterina, ovvero che a noi spetta il lavoro nella nostra vigna (l’anima), ma che il terreno su cui piantare questa vigna non è sempre uguale né tantomeno rimane sempre identico. Il terreno può essere in pianura, ma anche in difficoltosa salita. Può essere friabile e facilmente lavorabile; così come duro e perfino sassoso.
  6. In tutti i casi siamo chiamati a lavorare sul terreno che la Provvidenza ci offre. Non ci sono scusanti. Se il terreno è duro e difficile non possiamo rivendicare nessuna giustificazione.
  7. Cari pellegrini, c’è però una consolazione. Non solo la vite attecchisce in tutti i terreni, da quelli più sabbiosi a quelli più ciottolosi, ma i terreni più marmosi e calcarei spesso offrono dei vini ancora più profumati. Fuor di metafora: quando nella vita s’inserisce la sofferenza, questa diventa l’occasione per rendere la nostra vigna (cioè la nostra anima) capace di dare un’uva preziosa per produrre vini profumati e saporosi.
  8. Ecco perché il contadino che sta lavorando con grande sforzo per piantare una vite su un terreno così difficile, sta facendo un lavoro intelligente di cui dobbiamo rendere merito.

AL SIGNORE GESU’

Signore, la mia anima non è un terreno facile su cui lavorare; ma so che con la tua forza riuscirò a far sì che da essa possa fruttificare una vigna così come tu desideri.

 la tua forza, e potrò gustare il vino della mia vigna.

ALLA MADRE CELESTE E DELLO SPLENDORE

Madre, Tu a Cana ti accorgesti che i commensali non avevano più vino e invitasti Gesù a risolvere il problema.

Anch’io posso trovarmi in una difficoltà simile. Posso essere incapace di lavorare la vigna della mia anima per far sì che venga un buon vino.

Ma con te a fianco so che questa incapacità sarà risolta. Tienimi per mano e riuscirò a fare la volontà del Tuo Divin Figlio.

Madre, accompagnami nel cammino di questa settimana.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentierionami

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