La Borraccia n.40

L’ACQUA

“Mi circondarono ambasce di morte, dolori d’inferno mi avvolsero, ma nella mia angustia invocai il Signore ed Egli dal suo santo tempio ascoltò la mia voce.
(Salmo 17)

I SORSI

1

Cari pellegrini, vi sarà capitato di fare esperienza dell’eco. Trovarsi presso una gola di montagne e giocare con qualcuno ad urlare per sentire dopo un po’ la propria voce rimbalzare sulle rocce e riascoltarla.

2

La caratteristica dell’eco è duplice: da una parte riproduce fedelmente ciò che si è detto (è ovvio), dall’altra sembra che riproduca con più calma ciò che si è detto, cioè con meno enfasi. Ciò accade anche quando nel gioco si cerca di alterare e alzare la propria voce per renderla quasi arrabbiata.

3

Soffermiamoci su questa seconda caratteristica. Ciò si spiega perché la voce che ritorna, non ritorna immediatamente, bensì impiega un po’ di tempo. Ed è proprio quel piccolo lasso di tempo che fa sembrare ciò che abbiamo detto come recitato in un modo più pacato, più stemperato. A questo poi si aggiungono anche gli agenti atmosferici che possono ancora più alterare il tono dell’eco.

4

Veniamo adesso all’ “acqua” di questa “borraccia”. Il Salmista dice che, preso dall’angoscia, invocò il Signore e Questi dal suo santo tempio rispose.

5

Cari pellegrini, Dio non può che essere vicino alla nostra vita. Talmente vicino che vuole essere invocato. E guai se facciamo scorrere inutilmente la sofferenza, la prova, il disagio, tenendolo in disparte.

6

Invocare Dio significa “chiamarlo dentro”, pretendere (e Lui esige questa pretesa) che venga nelle nostre faccende e le ordini secondo la sua Volontà.

7

Se facciamo questo, Dio risponde e risponde come Dio, con potenza, risolvendo tutto. Da qui l’espressione del Salmista: “dal suo santo tempio ascoltò la mia voce.” Quel “dal suo santo tempio” sta a significare che Dio interviene come Dio, come Onnipotente, cioè come Colui che può tutto.

8

Il problema qual è? E’ che noi, cari pellegrini, ci facciamo prendere dall’ansia e pretendiamo che Dio risolva non secondo il suo, bensì secondo il nostro progetto. Non riflettiamo sul fatto che ci sono alcune prove che è bene che rimangano nella nostra vita perché ci fanno crescere spiritualmente. Dio questo lo sa e interviene come vuole intervenire: non ci toglie la prova, ma ci dà la forza per viverla secondo il suo volere.

9

Come quando si “gioca” a fare l’eco: le parole che ritornano sono quelle che si sono pronunciate, ma il tono è più distaccato, più calmo, più sereno. Così fa Dio: dinanzi alla nostra invocazione, capisce ciò che desideriamo, ma trasforma il nostro desiderio secondo il Suo non secondo il nostro. Ci risponde con calma come l’eco che ritorna tra le montagne, perché Egli sa ciò di cui abbiamo veramente bisogno, meglio di quanto lo possiamo sapere noi.

AL SIGNORE GESU’

Signore, ti chiedo la grazia di non soccombere nelle ambasce dell’angoscia, ma di trovare sempre la forza di invocarti, di riconoscere la tua risposta e di accettare sempre la tua Volontà.

ALLA MADRE CELESTE E DELLO SPLENDORE

Madre, io ho deciso di stare sempre a fianco a Te.
Fa che quando la prova si fa più dura, ancora più mi stringa a Te.
Rischiara la mia voce perché possa sempre invocare il tuo Divin Figlio.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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