La Borraccia n.131

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

E’ venuto il regno della vita ed è stato distrutto il dominio della morte. Una diversa generazione è apparsa, e anche una vita diversa e un diverso modo di vivere.
(San Gregorio di Nissa – Discorsi sulla Resurrezione)

I SORSI

1

Cari pellegrini, con l’immaginazione mettiamoci dinanzi ad un bell’orto. Il cielo è limpido. C’è quel tepore primaverile che riscalda senza però opprimere come l’afa estiva. Tutto concorre ad ammirare ciò che ci sta dinanzi. Le piantine sono ben allineate. Tra le varie sfumature di verde s’intravede un po’ di rosso e di giallo che spuntano in maniera simmetrica dando un tocco di colore a mo’ di piccoli colpetti di pennello su un quadro avente un unico sfondo.

2

Ebbene, cari pellegrini, dinanzi a questo spettacolo (sembra un po’ esagerato definirlo tale, ma non è esagerato) dobbiamo porci un interrogativo: cosa c’era prima di quell’orto? Con ogni probabilità una landa desolata, selvatica, piena di erbacce che caoticamente s’intrecciavano fra loro. Forse su quel pezzo di terra non si poteva nemmeno camminare. Poi… qualcuno si è messo di lena e ha reso quel pezzo di terra non solo utile (i frutti dell’orto servono), ma anche bello.

3

Adesso, cari pellegrini, chiediamoci: Gesù, risorgendo, cosa ha fatto della nostra vita? Ci rispondono le parole di San Gregorio di Nissa (335-394), Padre della Chiesa e Vescovo, che abbiamo utilizzato come acqua di questa borraccia.

4

San Gregorio ci dice che Gesù, risorgendo, “ha distrutto il dominio della morte per instaurare il regno della vita”. E poi aggiunge ancora che “una diversa generazione è apparsa, e anche una vita diversa e un diverso modo di vivere”. Insomma, Gesù ha fatto sì che la nostra esistenza fosse trasformata nella Bellezza e nell’Utilità, non a caso utilizziamo la “B” maiuscola e la “U” maiuscola.

5

Perché nella Bellezza? Un conto è sapere che la vita è sigillata dalla morte, altro è sapere che è finalizzata alla vita. Nel primo caso abbiamo la convinzione che il tempo è solo “maledizione”, in quanto “cammino” verso l’abisso e verso il nulla; nel secondo caso abbiamo la convinzione che il tempo è “benedizione”, in quanto “cammino” verso la pienezza, verso il “soddisfacimento di ogni possibile desiderio”, così come san Tommaso d’Aquino definisce il Paradiso.

6

Perché nell’Utilità? E’ utile ciò che migliora la vita, ciò che è “pratico” (“pratico” viene da “prassi”), cioè ciò che migliora la propria attività, il proprio agire, le proprie azioni. Ebbene, la sconfitta della morte, è sconfitta del non-senso; e non c’è cosa che maggiormente induce all’indolenza che il sapere dell’inutilità di ciò che si fa e si può fare. Se tutto è all’insegna della morte, ma allora perché affannarsi, lavorare, agire, sacrificarsi, stringere i denti?

7

Cari pellegrini, la Resurrezione di Gesù fa rinascere tutto all’insegna della Bellezza e dell’Utilità. Come un contadino che con la sua fatica trasforma una landa desolata e selvatica in un magnifico orto dove tutto è bello e utile. Dove si può ammirare la bellezza delle piantine e dove queste si preparano a darci ciò che necessità per il nostro gusto e per il nostro vivere.

Al Signore Gesù

Signore, ti ringrazio di come ti offri per trasformare la mia vita, per renderla bella e utile.
Ti chiedo la grazia di rimanerti sempre fedele, perché, senza di te, non c’è alcuna bellezza né alcuna utilità.

Alla Madre celeste e dello Splendore

Madre, il dono del Signore che ci hai fatto ha reso “magnifico” il nostro vivere.
La tua sensibilità femminile si faceva senz’altro conquistare dalla bellezza di un fiore o da quella di una piccola pianta bisognosa di cura. Chissà quante volte ti sei chinata e hai dato un po’ di acqua ad un fiore o ad una piantina vicino alla tua casa.
Tu, Madre, facevi questo; e nello stesso tempo facevi molto di più per tutti quanti noi, per l’universo intero: ci alimentavi donandoci la Vita per eccellenza, il tuo Divin Figlio.
Senza di Te, non c’è vita, perché non c’è Gesù.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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