La conoscete la ragione storica del perché i partiti pensano solo al loro interesse?

In questi giorni molto si sta parlando di legge elettorale.

Sembra che si stia affermando il modello tedesco, che di fatto è un proporzionale con soglia sbarramento.

Ebbene, c’è chi  è contento di una simile soluzione, c’è chi si accoda e tollera e c’è chi la rifiuta. Questa ultima posizione è ovviamente dei partiti più piccoli.

Ed è proprio su questa ovvietà che ci preme fare una considerazione.

Non vogliamo certo fare la figura  di uomini che hanno -come si suol dire- la testa tra le nuvole o che scendono dalla Luna. Sappiamo bene che, da che mondo è mondo, le cose -anche e soprattutto politiche- vanno secondo propri tornaconti. D’altronde il peccato originale c’è stato e non ce ne dobbiamo fare meraviglia. Ma -appunto- va detto a tutti quelli che, ubriachi di democraticismo (che è cosa ben diversa da un eventuale giudizio positivo che si può avere nei confronti del modello classico di democrazia) e di Diritti dell’Uomo sul modello illuministico e neoillumministico, che non solo nulla è cambiato, ma che anzi le cose si sono ulteriormente aggravate.

I partiti moderni sono nati dai club illuministici. Una volta fattasi strada l’idea che non bisognasse solo discutere su quale fosse la migliore forma di governo per un unico modello di società (quello naturale), bensì addirittura di quale fosse il miglior modello di società, questi partiti sono diventati scuole di ideologia. Sono diventati “universi-mondi”, in cui al servizio di un’ideale da riconoscere, si è sostituito il compito d’inventare questo ideale (ideologia).

Da qui il passaggio a confondere l’azione politica con il proprio “orticello” è più che logico… ed era anche più che prevedibile.

Ingenui coloro che non se sono mai accorti.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri 

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