La “contraerea” mediatica a favore di Erdogan

Selezionato d lanuovabq.it – Autore: Souad Sbai

In una nota saga cinematografica si avverte di non sottovalutare mai il potere del Lato Oscuro. Quando si vede all’opera la grancassa mediatica del mainstream nazionale e internazionale su determinate vicende torna in mente quella citazione, avvertendo chi legge o vede di non sottovalutare mai la potenza del pensiero unico.

Perché ancora una volta, come in Iraq, Egitto, Libia e mille altre il potere della coartazione delle menti ad una verità manipolata prende forma insieme alle bombe che cadono sui curdi e sui siriani, ad Afrin come Ghouta, sobborgo di Damasco. Funziona così, in poche parole; la Turchia di Erdogan non ha mai fatto mistero di voler estirpare i curdi con ogni mezzo e con ogni probabilità durante le prime fasi della guerra siriana qualcuno gli promette che sarà così. Allora cambia atteggiamento e smette (alla luce del sole) di finanziare e sostenere gli pseudo-ribelli siriani che altro non sono se non terroristi jihadisti al soldo dei fratelli musulmani. Assad vince sostanzialmente la guerra ma il problema curdo rimane e per Ankara le promesse si mantengono. La situazione cambia ma il Qatar rimane sulla sua posizione, nel frattempo spalleggiato da Teheran. Ankara allora, fiutando che la questione si mette male prende l’iniziativa e con una facilità sconcertante attacca l’enclave curda di Afrin scatenando la reazione di Assad e di Putin, che da tempo hanno intuito la mossa. Milizie governative siriane entrano nell’enclave e la Turchia inizia a bombardare, uccidendo centinaia di civili, fra cui un numero imprecisato di bambini.

Ed ecco che al momento giusto arriva in soccorso la contraerea mediatica del pensiero unico, il mainstream che tutto vede quando fa comodo e che nulla vede quando farebbe scandalo. Chi uccide civili e bambini inermi per gli zelanti cantori della verità rivelata? Russia e Siria, ovviamente. Perché il fatto che Erdogan abbia sostanzialmente portato guerra ad un popolo che da tempo sogna di spazzare via non si può dire, che le bombe turche uccidono non si può dire. Mica ci si può permettere di denunciare che il Sultano dopo aver incontrato il Papa massacra civili innocenti? Eh no, non va bene. E allora perché non rinfrescare la tecnica della menzogna sistematica? Del tipo degli attacchi chimici di Assad (che poi i depositi di armi chimiche erano dei ribelli, per dire). O magari della falsa foto di corpi massacrati spacciati per siriani uccisi dal regime mentre l’immagine era dei tempi della seconda guerra in Iraq. Tutto questo mentre in Italia il dibattito surreale è su fascismo e antifascismo.

Ci tengono occupati mentre si consuma una strage da parte di un dittatore. Il bello però è che se i media mainstream sdraiati di fronte al potere del momento non dicono e non mostrano ciò che dovrebbero, il libero pensiero inizia ad annotare gli assenti ingiustificati in questa vicenda; il Papa che poco tempo fa incontrava Erdogan, la Croce Rossa che tace, l’Onu che forse se non parla è meglio. Sull’Unione Europea e sulla sua alta rappresentante la signora Mogherini meglio tacere, per non disturbare le corrispondenze d’amorosi sensi con Teheran.

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