La grandezza di saper chiedere perdono

da Padre Pio. Profilo di un santo, di padre Marcellino Iasenza Niro

La disposizione a chiedere perdono era in Padre Pio innata.

Bastava anche un semplice pensiero, che ad un suo severo giudizio poteva apparire non giusto, per indurlo a chiedere scusa.

Ecco quanto ci attesta padre Torquato Cavaterri: “Padre Pio aveva dell’umiltà un’idea sulla linea che avevano di tale virtù i grandi maestri di spirito. Anche lui pensava che l’umiltà è verità. In un momento dei più tesi del mio non facile provincialato di Foggia, capitai, non ricordo per quale problema, a San Giovanni Rotondo. Ad un dato momento nell’andito del primo piano, vidi venirmi incontro Padre Pio, con un incedere che denotava difficoltà e sofferenza. Quando fu di fronte a me, egli si prostrò in ginocchio, e, con voce commossa che rivelava la pena santissima de suo animo, mi disse: ‘Padre provinciale, mi perdoni: ho pensato male di Lei!’. Io, più commosso di lui, lo aiutai a rialzarsi e avrei voluto dirgli tante parole, per rasserenarlo e confortarlo, ma rimasi confuso; e abbracciandolo e baciandolo fraternamente, non seppi dirgli che questo: ‘Padre Pio, non se ne dia pena!’. Questo episodio fu uno dei più toccanti che mi sono capitati nei vari incontri che ho avuto con Padre Pio e penso anche uno dei più rivelatori della sua anima. Egli non aveva dovere alcuno di venire a costituirsi davanti a me. Il suo pensiero, giusto o ingiusto, fondato o non fondato (…) era rimasto un semplice pensiero. Al massimo Padre Pio poteva andarsene a confessarlo, ma non era obbligato, anche sul filo della delicatezza di coscienza, a venire a notificarlo a me e a chiedermi perdono.


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