La libertà come fine della vita diventa … la fine della vita!

di Pierfrancesco Nardini


Ci sono sempre più persone che vivono solo in nome della libertà, o meglio di qualsiasi libertà.
Passano la vita a fare quello che vogliono, qualsiasi cosa essa sia, a volte proprio senza limiti di nessun tipo. E non accettano alcuna critica, anche se costruttiva, e men che meno limitazioni.

La libertà però è “la facoltà di pensare, di operare, di scegliere a proprio talento, in modo autonomo” (Vocabolario Treccani online). Dico un’ovvietà: non significa poter fare ogni cosa.

La libertà è data all’uomo “solo per il bene” (Catechismo di San Pio X n. 65). La capacità che l’uomo ha di poter fare il male non gliene dà però la possibilità morale, “non lo deve fare, appunto perché è male” (op. cit. n. 65).

La libertà che diventa idolo è elemento caratterizzante del mondo in cui viviamo. L’uomo vive pensando di essere, anzi dover essere libero di far ogni cosa, di conferire diritto ad ogni suo desiderio. La sempre più diffusa difficoltà di comprendere la gravità di molte norme morali, poi, incide ancor di più.

Il liberalismo ha stravolto la mentalità umana mettendo la Verità dopo la libertà. Al giorno d’oggi, ma va avanti da tanto tempo, è la libertà che incide sulla verità, diventa insomma verità ogni cosa che la libertà del momento richiede.

E così si arriva al relativismo più sfrenato: non ci sarà mai una singola e oggettiva verità, valida per tutti. Con le conseguenze che questo comporta.

Ha detto giustamente Nicolás Gómez Dávila: “La libertà non è un fine, è un mezzo. Chi la scambia per un fine, quando la ottiene non sa che farsene”.

Usata come méta da raggiungere, ogni libertà prima o poi diventerà inutile, si trasformerà in mero capriccio, se non addirittura in una prigione: l’animo umano sentirà sempre il bisogno di altro.

La libertà come fine della vita diventa … la fine della vita.

Dare infatti un senso esistenziale alla libertà così intesa, significa far finire la vita a quella terrena, smarrire il destino eterno.

La vera libertà deve usarsi solo per il bene, è data all’uomo, sì per permettergli di decidere della propria vita, ma, in primis, per dirigersi verso Dio, per glorificarLo e amarLo in terra e godere della Sua visione beatifica poi.


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