La Massoneria… chiave di lettura della Storia

FONTE: settimanaleppio.it

TITOLO: La Massoneria come chiave di lettura della storia

AUTORE: Lazzaro M. Celli

Tra il 1857 e il 1858, a Ginevra accaddero due fatti d’importanza fondamentali, attraverso le cui lenti dovremmo rivedere la storia di quegli anni e trarre una lezione per riscrivere anche quella dei nostri giorni. Il 21 giugno 1857 ci fu la fusione delle diverse logge massoniche; in quegli anni fu presa la decisone di erigere un tempio unico dell’Oriente Massonico nella città di Roma, la cui prima pietra fu posta il 19 luglio 1858.
In questi anni caldi, il signor Pèrusson, «antico Venerabile della perfetta uguaglianza»1, in una sua pubblicazione scriveva: «La Roma calvinista aspirava a divenire eziandio la Roma massonica»2 ed è vero che i protestanti più accesi furono anche zelantissimi massoni.
Con l’unità di tutte le logge e l’erigendo tempio, la Massoneria europea dichiarava guerra al Cattolicesimo. Non poteva essere diversamente visto che la “religione” massonica era stata condannata fin dal 1738 dal papa Clemente VII. In seguito i vari Pontefici che si succedettero fino a Pio IX si pronunciarono con ben sei diversi documenti pontifici contrari alla setta. Tutto ciò convinse coloro che si riconoscevano sotto i simboli della squadra e del compasso che non avrebbero mai potuto diffondere le loro idee, senza prima combattere e magari eliminare la Chiesa di Cristo. Questa la vera chiave di lettura degli avvenimenti che solcarono la storia di quegli anni!
Nell’opera citata, Pèrusson dichiara il gioco di alleanze tra i regni europei e la Massoneria, che già in quell’epoca s’infiltra tra gli ambienti cortigiani con lo scopo di propagare la “chiesa dell’umanità”, ovvero una chiesa senza la Rivelazione del Cristo. Anche oggi la Massoneria si è intrufolata nei vari campi delle Istituzioni e agisce cospirando come uno Stato all’interno di un altro Stato.
Don Margotti, redattore di un giornale cattolico, ha raccolto una serie cospicua di documenti dell’epoca racchiusa in tre tomi. A riguardo scrive: «Sicché la frammassoneria potea vivere e collegarsi con qualche Re e lasciarlo sul trono, ma sentiva di non poter vivere né esser tollerata dal Papa, epperò conchiudeva adagiandosi coi Monarchi che sottoscrivevano Concordati con lei, e dichiarando guerra alla Roma cattolica, per fondare sulle sue rovine la Roma massonica»3.
In cosa consiste la religione massonica? In una religione senza Dio, in cui vengono elevate a dignità divina le verità umane. È da notare lo spirito satanico del pensiero massonico, perché quando si parla di verità umane non ci si riferisce a quelle che si fondano sulla retta coscienza, ma sull’odio e l’avversione alla Chiesa. Le verità umane, in poche parole, sono tutte quelle verità che negano Cristo e gli insegnamenti evangelici. Così la «Roma cattolica promulga le grandi verità divine, e la frammassoneria vuole atterrarla per surrogare a queste le grandi verità umane»4.
Naturalmente, collegato alla Ginevra massonica vi troviamo anche il nostro Camillo Cavour, il quale si reca in quella città per prendere istruzioni «per intendere dai fratelli come si dovesse dirigere la guerra contro Roma cattolica»5.
A riguardo è molto interessante la convinzione del poeta francese Alfonso de Lamartine: «Ho la convinzione che si è dal seno della frammassoneria che sgorgano le grandi idee che gettarono il fondamento delle rivoluzioni del 1789, del 1830 e del 1848»6.
Appare chiaro, dunque, alla luce delle troppe coincidenze, che la storia dell’Unità d’Italia andrebbe riscritta con l’inchiostro della verità, non con quello scadente della Massoneria.
E se la storia è maestra di vita, si aprono nuovi scenari anche per la lettura degli eventi moderni che ci consentono di ipotizzare la mano della Massoneria dietro le persecuzioni che la Chiesa ha subìto e che subisce tutt’ora.
Scrive ancora Margotti che la Massoneria vuole «levare la croce e mettere il triangolo sulla cima dell’obelisco di San Pietro. Ma sulla base di quell’obelisco sta scritto: Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat». E così sarà, ovunque regni l’Immacolata.

1) Memorie per la storia de’ nostri tempi 1856 – 1866, Giacomo Margotti, a cura di Angela Pellicciari, Tomo III, vol. V, Edizioni Ares, 2013, p. 125.
2) Ibidem.
3) Ivi, p. 126.
4) Ivi, p. 127.
5) Ibidem.
6) Ivi, p. 128.

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