La morte della famiglia in Giappone. Speriamo di non fare la stessa fine… purtroppo i presupposti ci sono

Selezionato da it.businessinsider.com – Autore: Chris Weller

È mezzanotte a Tokyo e Takehiro Onuki è appena uscito dall’ufficio, 16 ore dopo l’inizio del suo turno.

Onuki, un venditore di 31 anni, sta andando in stazione per prendere il treno delle 00:24, l’ultimo della notte, per tornare a casa, a Yokohama. Il treno si riempirà rapidamente di altri lavoratori.

Verso l’1.30, dopo aver fatto un pit-stop in un minimarket per prendere un sandwich, Onuki arriva a casa. Quando apre la porta della camera da letto, accidentalmente sveglia la moglie, Yoshiko, che si è appena addormentata dopo aver lavorato per 11 ore. Lei lo rimprovera per aver fatto troppo rumore e lui si scusa.

Poi, con il cibo che sta ancora digerendo e la sua sveglia impostata alle 7, si infila tra le coperte, pronto a ricominciare daccapo l’indomani.

Negli ultimi due decenni storie come quelle di Onuki sono diventate comuni in Giappone. Le giovani coppie stanno lottando per far funzionare le relazioni all’interno della tradizione culturale giapponese che prevede che gli uomini siano i capifamiglia e le donne casalingheÈ una battaglia persa. Molte coppie che si sono sposate recentemente sono costrette a vedere sparire il loro tempo libero insieme, rinunciando a tutto, dall’uscita serale occasionale alla creazione di una famiglia.

Un dipendente si prepara a lasciare l’ufficio dopo l’orario di lavoro nell’ “infinita giornata lavorativa” a Tokyo. Issei Kato/Reuters

Gli impegni quotidiani hanno creato una tendenza preoccupante. Il Giappone è entrato in un circolo vizioso di bassa fertilità e bassi consumi che ha portato a perdite di miliardi di dollari in termini di Pil e alla diminuzione della popolazione di un milione di persone, il tutto solo negli ultimi cinque anni. Se il trend negativo dovesse continuare, gli esperti prevedono una grave recessione economica e una rottura della struttura sociale del Paese.

Mary Brinton, una sociologa di Harvard, ha detto a Business Insider che la situazione può solo peggiorare finché il Primo Ministro Shinzo Abe e il suo gabinetto non si metteranno al passo coi tempi. Riguardo alla crisi in corso, ha aggiunto “Questa è la morte della famiglia“.

Gli economisti hanno trovato una definizione per i Paesi come il Giappone: “bombe demografiche a orologeria“. Le spese in calo riducono l’economia, il che scoraggia le famiglie dall’avere dei figli, il che a sua volta riduce i consumi. Nel frattempo le persone vivono più a lungo che mai.

“L’invecchiamento della popolazione comporterà costi sempre più elevati per il governo, carenza di fondi pensionistici e di sicurezza sociale, mancanza di persone che si prendano cura degli anziani, una crescita economica lenta e una domanda non soddisfatta di giovani lavoratori”, afferma Brinton.

Le bombe demografiche a orologeria sono difficili da disinnescare perché si formano negli anni, a volte in decenni. Nel caso del Giappone, la storia inizia nell’immediato dopoguerra.

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Il Fondo Monetario Internazionale ha recentemente lanciato un avvertimento agli altri Paesi asiatici per rendere nota la parabola discendente del Giappone. Mentre l’anno scorso un rapporto UBS ha mostrato che cambiare l’atteggiamento nei confronti del lavoro e dei ruoli di genere potrebbe portare un certo numero di Paesi industrializzati, compresi gli Stati Uniti, a risolvere le difficoltà economiche.

I dati demografici attuali del Giappone potrebbero rappresentare in futuro altri Paesi industrializzati, rileva UBS.

Ma come concordano Rosenbluth e Brinton, rispetto agli altri Paesi il caso del Giappone è estremo, in particolare per quanto riguarda l’invecchiamento. I pannolini per adulti hanno superato i pannolini per bambini negli ultimi sei anni e molte carceri si stanno trasformando di fatto in case di cura, dato che gli anziani rappresentano il 20% di tutti coloro che hanno commesso reati. Visto che non c’è nessuno che badi a loro, molti commettono nuovi reati solo per tornare in carcere. Rubare un sandwichpuò portare a due anni di prigione, che significano vitto e alloggio gratuiti.

Yoshida (Università di Tokyo) afferma che il dato più critico è che i tassi di mortalità sono scesi ben al di sotto dei tassi di natalità. Le persone semplicemente non muoiono. Gli anziani ora costituiscono il 27% della popolazione del Giappone. Negli Stati Uniti, il tasso si attesta “solo” intorno al 15%. Gli esperti prevedono che questo dato in Giappone potrebbe salire al 40% entro il 2050. In questo modo aumentano i costi per la sicurezza sociale, che si prevede siano le sempre più striminzite giovani generazioni a pagare.

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L’agenzia pubblicitaria giapponese Dentsu ha recentemente iniziato a costringere le persone a prendere almeno cinque giorni di riposo ogni sei mesi. Questa politica è stata applicata dopo il suicidio di un dipendente di 24 anni nel 2015 e una serie di suicidilegati al lavoro in Giappone. Il fenomeno è noto come “karoshi” o morte per troppo lavoro. L’azienda spegne le luci ogni sera alle 10 come incentivo per le persone a tornare a casa.

Gli impiegati del centro infermieristico Saint-Works, a Tokyo, indossano grembiuli viola che segnalano con puntualità l’ora in cui dovrebbero lasciare l’ufficio. Secondo il South China Morning Post, al personale di Saint-Works dal 2012 vengono pagate la metà delle ore di straordinario rispetto a prima, ma i profitti continuano a crescere ogni anno.

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