LA SELEZIONE CATTOLICA – Anche se c’è da augurarsi che Le Pen vinca… non dobbiamo trascurare le sue giravolte “politicamente corrette”

FONTE: osservatoriogender.it

TITOLO: Il video di Jean-Marie Le Pen e la deriva LGBT del “Front National”

AUTORE: Rodolfo de Mattei

A dieci giorni dal decisivo ballottaggio presidenziale, Macron-Le Pen, lo storico fondatore del Front National, Jean-Marie Le Pen, si trova sotto attacco della stampa francese e internazionale per avere espresso alcune (ragionevolissime) considerazioni riguardo l’insolito omaggio nazionale tributato a Xavier Jugelé, l’agente di polizia ucciso la settimana scorsa da un terrorista islamico sugli Champs Elysées, celebrato più in quanto membro della comunità LGBT che per la sua appartenenza al corpo di polizia.

OMAGGIO AL MILITANTE LGBT PIU’ CHE AL POLIZIOTTO

Attraverso un video pubblicato sul suo blog, il padre di Marine Le Pen si è infatti detto “sorpreso per la dimensione” della cerimonia di commemorazione solenne svolta alla Prefettura di polizia, sottolineando come “più che al poliziotto” si sia reso omaggio “all’omosessuale” e che la partecipazione del suo compagno e il lungo discorso da lui pronunciato, abbiano “istituzionalizzato in qualche modo le nozze omosessuali”.

Secondo Jean-Marie Le Pen, Xavier Jugelé, “merita certamente la stima e l’attaccamento dei nostri compatrioti come membro delle forze dell’ordine incaricate di proteggerci“, ma la cerimonia in suo onore, questo il senso delle sue parole, è stata abilmente strumentalizzata ai fini ideologici della causa LGBT+.

Le Pen padre ha quindi ammesso di essere rimasto “un po’ scioccato“, dal lungo e inopportuno discorso pronunciato dal compagno dell’agente ucciso:

“Penso che questa particolarità familiare debba essere tenuta fuori da questo tipo di cerimonia, che così ne guadagnerebbe in discrezione”.

LE REAZIONI

Il video, come detto, ha suscitato diverse “indignate” reazioni tra le quali spicca quella della stessa figlia del fondatore del Front NationalMarine che non ha perso occasione per confermare la nuova linea gay-friendly del partito e prendere le distanze dalle dichiarazioni paterne, lasciandosi andare ad un pragmatico commento politically correct:

Ho trovato la cerimonia molto dignitosa e sono stata molto toccata dal discorso del compagno. Sono sempre al fianco dei poliziotti

Ancora più duro è stato il nuovo presidente ad interim del Front National, Steeve Briois, che ha parlato di “provocazione inaccettabile” di Jean-Marie, il quale “esiste solo grazie alla pubblicità dei media“.

Una reazione veemente e scomposta quella di Briois, colpito evidentemente nel vivo dalle dichiarazioni del patriarca del FN. La sua omosessualità è stata infatti svelata alcuni anni fa da un giovanissimo blogger, Octave Nitkowski, in un libro pubblicato nel 2013 dal titolo, “Le Front national des villes et le Front national des champs” in cui l’autore ha raccontato come la presenza di diversi omosessuali, tra cui Steeve Briois, nel cerchio magico di Marine Le Pen, avesse deluso e stravolto le sue aspettative nei confronti del partito.

DIVERGENZE TRA PADRE E FIGLIA

Non è un mistero che la divergenza di vedute tra padre e figlia sulla questione omosessuale sia uno dei fattori alla base della progressiva rottura tra Jean-Marie e Marine Le Pen.

Il primo non ha mai esitato a manifestare le sue posizioni nei confronti dell’ideologia gay, chiaramente espresse nel 1984, quando definì l’omosessualità “un’anomalia biologica e sociale“; la seconda, al contrario, da quando ha assunto la guida del partito, con l’obiettivo di allargare la sua base elettorale, ha regolarmente manifestato segnali d’ouverture nei confronti delle istanze LGBT+  fino ad arrivare a circondarsi di esponenti dichiaratamente gay.

2011: CAMBIO DI ROTTA

Ottenute le redini di comando del partito nel 2011, Marine ha dunque invertito la rotta, fino a quel momento percorsa dal FN in tema dell’omosessualità, ponendo al primo posto la questione dell’identità nazionale, così come da lei stessa sottolineato in un discorso tenuto il 1 maggio 2011 all’indomani della sua elezione alla presidenza del Front National:

Sia che siamo maschi o femmine, eterosessuali o omosessuali, cristiani, ebreo, musulmani o non credenti, siam prima Francesi!“.

Il totale sdoganamento del Front Nationl nei confronti dell’omosessualità si è poi ufficialmente concretizzato con l’ingresso e l’ascesa alle più alte cariche del partito di esponenti dichiaratamente gay come il vice-presidente  e braccio destro di Marine, Florian Philippot, il già citato sindaco di Hénin-Beaumont, Steeve Briois, fino all’adesione per le presidenziali del 2012 al Rassemblement bleu marine di Sébastien Chenu, fondatore dell’associazione politica di centro-destra LGBT+GayLib, affiliata all’Union pour un mouvement populaire (UMP), che così commentava il suo cambio di casacca politica:

“Ho scelto Marine Le Pen per la coerenza delle sue posizioni sull’Europa e sulle questioni di società. Ero in totale disaccordo con l’Ump su due questioni: sull’Europa, perché l’Ump ha accettato la sottomissione totale ai tecnocrati di Bruxelles, e sulla sua posizione costernante in merito al matrimonio omosessuale. L’Ump è divenuto un Tea Party alla francese, un partito conservatore”.

MARION MARECHAL LE PEN

Al vasto movimento francese della Manif pour tous, nato in contrapposizione alle nozze gay promosse da Madame Taubira, confuso e smarrito di fronte a tali inaccettabili derive omosessualiste del Front National, non resta a questo punto che sperare nell’ascesa politica di Marion Marechal Le Pen,cattolica e convinta sostenitrice della famiglia naturale, più volte in prima fila alle manifestazioni della Manif, che sul tema dell’omosessualità è fedele alla linea intransigente del nonno Jean-Marie.

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