LA SELEZIONE CATTOLICA – L’EU, i bambini e la pornografia online. Una difesa solo a parole?

FONTE. lanuovabq.it

TITOLO: L’Ue cede sulla pornografia: norme meno restrittive

AUTORE: Ermes Dovico

Una partita importante si sta giocando all’Unione europea e riguarda la protezione dei minori da contenuti pericolosi, specialmente relativi alla pornografia e alla violenza in tv e su Internet. Del tema si sta discutendo nell’ambito del generale processo di revisione della direttiva 2010/13 sui servizi di media audiovisivi, che ad oggi prevede delle modifiche che andrebbero a indebolire le attuali tutele per bambini e adolescenti.

L’allarme è lanciato dalla Federazione delle associazioni familiari cattoliche in Europa (Fafce), che in un comunicato ha espresso profonda preoccupazione per il voto del 25 aprile alla commissione Cultura del Parlamento europeo.

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Riguardo al tema specifico della protezione dei minori, la Fafce spiega che sono stati fatti dei passi avanti rispetto alle modifiche inizialmente approntate da Bruxelles (di cui questo quotidiano ha già parlato qui), perché alcuni elementari principi riguardanti la tutela da contenuti dannosi sono stati estesi a tutti i servizi audiovisivi, inclusi i grandi portali come Youtube che ospitano filmati creati dagli utenti. Tuttavia, la stessa Fafce sottolinea che la proposta votata la scorsa settimana dalla commissione Cultura non è abbastanza coraggiosa, perché gli standard a salvaguardia dei minori sono più deboli di quelli oggi in vigore. In particolare, non sono state riaffermate le limitazioni sulla pornografia e su altri contenuti pericolosi, come invece proponeva giustamente l’emendamento 81 della commissione per il Mercato interno e la protezione dei consumatori.

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Secondo la Fafce replica che i pericoli per i minori non sono presenti soltanto nella pubblicità, ma anche e soprattutto in certe piattaforme di condivisione video, dove la pornografia è ampiamente diffusa: un problema che si può arginare solo con norme chiare e nette, dotando inoltre i genitori di incisivi strumenti di controllo.

Intanto, la Fafce ha rilanciato la sua raccolta firme, alla quale hanno finora aderito 20 associazioni di tutta Europa, per chiedere ai membri dell’Europarlamento di rafforzare le norme che limitano la pornografia e la violenza gratuita, a salvaguardia di un armonico sviluppo dei più piccoli e nell’interesse di tutta la società.

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