LA SOSTA – Macché Costituzione! Gli Italiani sono andati a votare per altre questioni …molto più serie

Il Cammino dei Tre Sentieri: I vertici della politica si illudono che gli Italiani siano andati a votare in tanti per difendere la Costituzione. Niente affatto. Il voto è stato politico, ed è il chiaro segno del fallimento del Governo Renzi, soprattutto per quanto riguarda le politiche sociali. 

da: lastampa.it – di Mattia Feltri

«No, ascolta bene: il problema non siamo noi che abbiamo votato no, ma il 25 per cento che ha votato sì. Dobbiamo andare a prenderli, e spiegargli che hanno fatto il male dell’Italia». Foza, altopiano di Asiago, 700 abitanti scarsi. (…). All’osteria Tre Scioppi (tre fucili) al forestiero si offre il bicchiere di bianco. Se il forestiero beve, gli si parla, sennò niente. Il sindaco, Mario Oro, 34 anni, leghista, ascolta discosto e sorride. Ci aveva avvertiti: «Qui di grane ne abbiamo parecchie, ma sa com’è, a furia di raccontarsele si finisce col farle più grandi di quello che sono». Molto grandi. I sette paesi dell’Altopiano sono oltre il settanta per cento di No. A Foza settantacinque, percentuale fra le più spietate d’Italia. E non importa che qui le strade siano pulite, le facciate delle case in belle tinte montane, coi balconi in ringhiera di legno, cioè tutta quell’iconografia ovvia del Paese che sta bene. «La montagna soffre sempre di più. Nel 1921 l’Altopiano faceva 40 mila abitanti, oggi sono la metà», ci aveva detto ad Asiago, al caffè Roma, lo storico del posto, Giancarlo Bortoli, vecchio socialista lombardiano. Non è un complotto  (…). Valentino Frigo, 85 anni, ex democristiano, di centrodestra nella Seconda repubblica, spiega perché i suoi cittadini hanno tirato giù Matteo Renzi: «Primo, gli immigrati». Quanti ne avete? «Ah bé, una trentina!». Pochi! «Ma noi a Roana siamo in quattromila… Poi, secondo: l’edilizia è andata a zero. Noi qui prendevamo 800-900 mila euro l’anno di oneri di urbanizzazione, adesso ne prendiamo centomila. Sapete che vuol dire? Che non lavora più nessuno, e poi i disoccupati vengono a suonare a me in comune». Infine, terzo punto: «La Banca Popolare di Vicenza».  Ecco, la Popolare di Vicenza si porta dietro tutta la comprensibile mistica della banche mascalzone, che non ha bisogno di Facebook e di Twitter per essere sublimata. Qui non c’è famiglia cui non sia rimasto sulla groppa il fallimento della Banca. Il sindaco di Foza, il giovane leghista, dice che tutti mettevano i loro risparmi in azioni della Popolare, e «lo so che tecnicamente sono investimenti, ma chi è disposto a capire la differenza? Mi conoscono da una vita, dicevano, vai a pensare che mi stavano fregando». E fin qui non abbiamo ancora parlato di Costituzione. Per quella c’è tempo, di bicameralismo paritario, di Titolo V parliamo dopo. Non c’è fretta, non è il punto. «I miei cittadini venivano da me e mi chiedevano, ma su che cosa dobbiamo votare? E io mi mettevo lì, col Cnel e la nuova composizione del Senato e dopo due minuti mi interrompevano: va bene, va bene, ma se voto No poi Renzi se ne va?», racconta il sindaco di Foza. (…).

 

 

 


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