LA SELEZIONE CATTOLICA – Un ladro straniero ci fa capire come lo Stato italiano non fa più lo Stato

FONTE: riscattonazionale.it

TITOLO: Roma, ladro dell’est: “Vengo a rubare in Italia una volta al mese. Tanto mi liberano subito”

“Vengo qui per fare qualche soldo tanto mi rimettono in libertà”. In Italia per rubare, insomma, perché tanto le nostre leggi consentono una sostanziale impunità. Lo rivela a Il Tempo un cecoslovacco, più volte arrestato a causa degli scippi che effettuava sulla linea 64, un bus della Capitale. L’uomo arrotonda il suo stipendio da tassista a Praga, che lamentava essere poco remunerativo poiché incassa circa 800 euro al mese, saccheggiando portafogli nella città eterna.

Il trentacinquenne è stato fermato a maggio, agosto e settembre scorsi, dopo essere stato scoperto in flagranza di reato, ma è sempre stato libero di tornare a casa in attesa della convalida della carcerazione che, puntualmente, non avveniva. Il 15 maggio è arrivata la prima condanna, per un colpo commesso alla fine di agosto 2016 alla stazione di piazza Venezia. La tecnica era sempre la stessa: saliva sul 64, fingendo di trasportare diversi pacchetti per non dare nell’occhio, si avvicinava alla vittima e, alla prima sterzata improvvisa del mezzo, agiva. Il cecoslovacco, insomma, ora dovrà pagare 150mila euro e scontare (teorici) sette anni: la prima condanna, dopo anni di furti, è arrivata.

Ma la sua storia dimostra in maniera lampante che le nostre leggi non funzionano. “Vengo da voi perché tanto mi rimettono in libertà“, afferma beffardo. E così, almeno una volta ogni 30 giorni, viene a Roma soltanto per borseggiare. Su quella maledetta 64 aspetta una frenata brusca, un sobbalzo o uno spintone per sgraffignare i portafogli. Un metodo collaudato e impunito per anni. Lo faceva per aiutare la moglie e i figli, dice. E ovviamente lo faceva in Italia

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