LA SOSTA – Affogare la Speranza in un centro commerciale

SONY DSC

Recentemente il Papa ha fatto riferimento al nascere continuo di centri commerciali (clicca qui). Lo ha detto a proposito del consumismo che poco ci fa pensare a chi è nel bisogno.

Ciò ci offre lo spunto per fare una breve “sosta” sul valore del tempo sacro, perché -si sa- i centri commerciali hanno di fatto “ammazzato” la Domenica.

Siamo dinanzi ad una terribile condanna… e non ce ne accorgiamo.

Si tratta della condanna di non poter capire che il Tempo passa, ma deve avere le sue “pause”.

L’inesorabilità del Tempo è qualcosa che consciamente e inconsciamente dà fastidio. E non può essere diversamente, se è vero -come è vero- che l’uomo non vuole dissolversi e fa della nostalgia la “chiave” per implorare un ritorno degli avvenimenti cari che umanamente non potrà mai esserci.

E’ la nostalgia di ciò che è passato.

E’ la nostalgia di un momento.

E’ la nostalgia di un momento sereno e spensierato.

Ma se questa inesorabilità costringe l’uomo, l’uomo stesso può trovare uno spiraglio di soluzione nelle “pause” del Tempo.

Le feste sono proprio queste “pause”. Sono l’irruzione del sacro nel profano, dell’infinito nel finito, dell’eterno nel precario.

E noi che facciamo? Ci scegliamo la condanna. La condanna che il tempo non ha “pause”, che è solo e impietosamente inesorabile.

Poi pensiamo -scioccamente- che l’unica possibilità di distinguere i “tempi del Tempo” sia non dover lavorare, poter fare la passeggiata, andare allo stadio.

Ma non è questo ciò che ci può salvare. Ciò che ci salva è solo la Presenza di Dio: la sua Grazia.

La Festa è un tempo di Grazia… e noi che facciamo? Lo dissolviamo affollando centri commerciali dove il lunedì vale la Domenica e dove il Ferragosto (guai a parlare di Assunta!) vale l’Epifania.

Colpa degli altri? No, è colpa nostra.

Anche su questo noi cattolici ci siamo arresi.

Il Sacro, nella sua rappresentazione formale, lo abbiamo dimenticato in nome di un “essenzialismo” e “pauperismo” fuori luogo.

La dimensione trascendente l’abbiamo dimenticata in nome di un immanentismo che ci è servito a renderci più graditi e “belli” al mondo.

E il mondo nella sua “piattezza” ci ha divorati, costringendoci all’impietosità di un Tempo senza “pause”, di un Tempo “tecnico”, finanziario e profano.

E’ inutile scandalizzarci. Se non parliamo più di eternità, perché il mondo dovrebbe farlo?

Se non diciamo che la cosa più importante è salvarci l’anima, perché il mondo non dovrebbe offrirci le sue sciocche mète?

…E dentro tutto questo stiamo affogando la nostra Speranza!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Share on:

1 Comment on "LA SOSTA – Affogare la Speranza in un centro commerciale"

  1. Io non compro MAI di domenica e nei giorni di festività Sante.

Leave a comment

Your email address will not be published.


*