LA SOSTA – L’Ordine dei Francescani dell’Immacolata stava meglio prima o adesso?

Molti sono a conoscenza di ciò che è avvenuto e di ciò che è stato fatto all’Ordine dei Francescani dell’Immacolata.

Sul sito allchristian.it vi è un articolo che fa il punto della situazione.

L’articolo è abbastanza lungo, ne riportiamo la parte più interessante, ovvero quello che descrive com’era prima l’Ordine e come è adesso, ricordando la frase di Nostro Signore: “Dai loro frutti li riconoscerete…” (Matteo 7,16)

Buona lettura:

Di crescita in crescita

Incredibile sapere che fino al 2013, ossia fino al Commissariamento, l’Istituto, nelle sue comunità, ha vissuto in pienezza il suo carisma francescano-mariano ricco di una fecondità straordinaria di grazia, in armonia con le esigenze non comuni di una forma di vita serafica che ambiva e ambisce a rivivere secondo quelle fonti francescane che si chiamano Santa Maria degli Angeli, San Damiano, Rivotorto, Fontecolombo, Greccio, Monte della Verna …

Negli anni dal 1998 al 2013 si è avuta:

*   l’apertura di altre 30 Case Mariane e di nuove Missioni (come già accennato sopra),

*   l’istituzione del nostro magnifico Seminario filosofico-teologico, con più di cinquanta              giovani frati, e con i docenti quasi tutti nostri frati titolati,

*   l’apertura di una Casa di contemplazione in Italia (“Ritiro Mariano”),

*   lo sviluppo dell’apostolato mass-mediale, con una stazione televisiva in Italia e 4 stazioni Radio (in Italia, Africa, Filippine, Brasile),

*   l’apostolato-stampa con una Casa Editrice Mariana (cha ha stampato e diffuso milioni di copie di libri anche tradotti in più lingue, con diverse Riviste),

*   l’apostolato culturale al più alto livello di studio: volumi di più alta Teologia, Riviste di teologia, di spiritualità, di mariologia e francescanesimo,

* l’apostolato degli annuali Simposi Internazionali di Teologia Mariana (in Italia, in Inghilterra, Scozia, America, Portogallo-Fatima, Frigento),

* la pubblicazione di due grandi collane di studi teologici sulla Corredenzione Mariana (in Italia: 18 volumi; negli Stati Uniti: dieci volumi).

La Missione dell’Immacolata Mediatrice (MIM)

             Non meno ricco e fecondo, poi, è stato, in questi venti anni, l’apostolato per i laici con l’erezione dell’Associazione pubblica dei fedeli chiamata “Missione dell’Immacolata Mediatrice” (in sigla: M.I.M.).

            Il valore più consistente e prezioso di questa Associazione “Missione dell’Immacolata Mediatrice” è dato da quanto scritto nello stesso decreto di erezione pontificia dei Frati Francescani dell’Immacolata, i quali «si propongono di realizzare la propria santificazione e la salvezza dei fratelli per mezzo dell’Immacolata, cercando in modo particolare di organizzare, guidare e diffondere il movimento “Missione dell’Immacolata Mediatrice”»[2].

            L’impianto, la diffusione e l’estensione di questa Associazione pubblica dei fedeli hanno avuto un’incredibile accoglienza non soltanto in Italia, ma anche nei paesi esteri e nelle nostre Missioni (in Asia e in Africa), rivelandosi mezzo di grazia efficacissimo per l’evangelizzazione a più vasto raggio, “per mezzo dell’Immacolata”, secondo l’espressione luminosa scritta nelDecreto di erezione Pontificia dei Frati Francescani dell’Immacolata (ivi, p. 7).

 

La situazione attuale…

 Andiamo ad analizzare la situazione dopo tre anni di Commissariamento durante i quali sembra essersi abbattuto sull’Istituto un terremoto che ha lasciato solo macerie:

– Istituto senza studi, perché non c’è più il seminario, chiuso quasi subito dopo l’inizio del commissariamento;

Missioni senza più aiuti e assistenza;

apostolato della MIM completamente bloccato, con la proibizione dei Cenacoli e degli incontri di formazione;

confusione nella vita liturgica;

sbandamento di frati in giro di qua e di là;

perdita di vocazioni e abbandono dell’Istituto,

crisi amare anche di sacerdoti.

– atmosfera di disfacimento della vita comunitaria,

– nessun punto di riferimento per i frati;

– delusione e confusione in molti frati,

In più sono state chiuse:

16 Case Mariane in Italia (su 27);

5 Case Mariane all’estero;

– 4 Missioni: Tchad, Kazachistan, India, Australia;

1 Casa di Noviziato (Italia);

1 Casa di postulandato (Italia).

 Questo è il quadro del travaglio doloroso che dal 2013 ha agitato l’intero Istituto e il suo “carisma speciale” che era stato vissuto da tutti i frati in 25 anni di fioritura stupenda e di fecondità di grazie, e– per colpa di “alcuni dissidenti, divenuti parecchi” – ora è ridotto in frantumi con il disfacimento e la devastazione in ogni campo, personale e comunitario; con l’offesa alla dignità personale dei frati Fondatori e anche dei frati rimasti fedeli ai Fondatori; con l’offesa al loro ideale serafico vissuto nella “Casa Mariana” di Frigento già dal 1970 e, ancor più, dopo l’erezione canonica di Diritto Diocesano (nel 1990) e l’erezione di Diritto Pontificio (nel 1998).

E in concreto, si sa che ogni idea di “riconciliazione”, in questi quasi quattro anni (2013-2016), non è mai neppure stata accennata, o è nata morta o comunque non si è mai fatta presente, neppure in un qualche ipotetico tentativo o accenno da parte del Commissario+Commissari.

Nulla di nulla. Mai un tavolo di studio o di ricerca o di confronto con i Commissari fra le due parti in contrasto. Nulla. Silenzio e ostilità: ostilità alimentata però, – e per di più – dagli articoli infami dei siti impegnati nella lotta contro i Fondatori per lo sfacelo dissacratore di un fiorente Istituto religioso di Diritto Pontificio.

           

Gli scandali   dei “media”                                                                 

Ci sono state oltre duemila pagine di una campagna vergognosa e scandalosa di calunnie e menzogne diffuse nel mondo intero attraverso i siti mediatici, attraverso televisioni nazionali e riviste di livello scandalistico contro i Padri Fondatori e i molti frati (e suore) con loro d’accordo.

Una montagna di fango riversata su di essi, senza alcuno scrupolo, nella diabolica speranza di riuscire a vincere la propria battaglia ideologica… contro chi? Contro l’Immacolata e tutto il bene che Ella è riuscita a fare fino ad oggi, con i suoi “strumenti”?

Nessuno è in grado di calcolare gli effetti devastanti di una campagna mediatica così vergognosa e scandalosa di cui non potranno essere riparati i danni se non dopo il doveroso pentimento davanti a Dio e agli uomini!

Ma l’Autorità ecclesiastica dinanzi a questo orribile ”scempio” mediatico, è rimasta costantemente in silenzio, e non sembra rendersi conto che con il suo surrettizio “silenzio” può aver fatto ben capire di essersi schierata direttamente dalla parte dei frati calunniatori…

 

Verso il finale precipizio…

E adesso, con il continuum del Commissariamento, nel corso di un incontro tenuto a Roma con i frati del nuovo corso si è avuta la novità delle inaspettate “proposte” che, purtroppo, anziché cercare, finalmente, di salvare e far continuare il prezioso venticinquennio di grazia e di sviluppo mirabile del novello Istituto (1990-2015), ci fanno sapere, invece, che i nuovi tre Commissari, schierati dalla parte del gruppo dei dissidenti, non vogliono altro che

i m p o r c i di assimilarci in toto ai frati dissidenti, distruggendo così il dono divino del nostro carisma speciale, ossia a f f o s s a n d o :

la P o v e r t à “francescana” (c o m u n i t a r i a)

la M a r i a n i t à “illimitata”, come “Voto” primario costitutivo

l’ A s c e t i c a   francescana della penitenza

la M i s s i o n a r i e t à   a tutto campo dell’obbedienza

la P r e g h i e r a   del “Vetus” e del “Novus Ordo” i n s i e m e.

Queste sono appunto le proposte per incamminarsi verso il finale precipizio… ed è sintomatico e significativo che la Marianità sia stata la più colpita, insieme alla Povertà francescana, per noi frati francescani dell’Immacolata:

Francescani” = Povertà,

dell’Immacolata” = Marianità.

Che cosa resta, dunque, dell’identità più specifica dei Francescani dell’Immacolata, se si colpiscono e si distruggono proprio questi due punti?

A suo tempo, negli anni ’80, il Cardinale Palazzini, eminente canonista della Lateranense, studiando e seguendo la nostra pratica per l’erezione del novello Istituto di Diritto Diocesano, spiegò che senza il carisma della “Marianità” con il “Voto Mariano costitutivo”, sarebbe stata impossibile la nuova fondazione poiché il nostro Istituto diventava soltanto un “bis in idem” con gli Istituti francescani dei Minori, dei Conventuali e dei Cappuccini. Il che dovrebbe valere ancora più oggi, per noi, una volta eliminato il Voto mariano, quale “primo Voto costitutivo[3].

Il Voto Mariano, infatti, che è il PRIMO dei quattro Voti costitutivi dell’Istituto, ha avuto adesso la sua effettiva e lacerante “c a n c e l l a z i o n e” nella Professione religiosa sia semplice che solenne dei FFI (8 settembre 2016, a Firenze), e quindi lo specifico e primario Voto mariano “costitutivo” di CONSACRAZIONE ILLIMITATA ALL’IMMACOLATA, così voluto dal Diritto Pontificio (1998), è stato ridotto ora ad un generico “quarto” voto “aggiunto” di andare in missione, secondo la devozionale consacrazione all’Immacolata: e dov’è più, ora, il “Primo” dei quattro VOTI costitutivi, ossia il Voto primario di “CONSACRAZIONE ILLIMITATA ALL’IMMACOLATA”?…

C A N C E L L A T O !

                  E intanto, il 21 novembre 2016, Festa della Presentazione di Maria Bambina al Tempio di Gerusalemme, si è avuto il

DECRETO DI A R C H I V I A Z I O N E DEL PROCESSO PENALE A CARICO DEL FONDATORE PADRE STEFANO M. MANELLI: E QUESTA A R C H I V I A Z I O N E  HA      A N N I E N T A T O   LE DUEMILA PAGINE MEDIATICHE DI INFAMI ACCUSE E CALUNNIE CONTRO PADRE STEFANO MARIA MANELLI.

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2 Comments on "LA SOSTA – L’Ordine dei Francescani dell’Immacolata stava meglio prima o adesso?"

  1. Ave Maria! Vi ringrazio perchè sono certa della verità del contenuto di questa breve riflessione sulla situazione dei FFI. Però l’ Immacolata sa e saprà intervenire al momento opportuno e necessario. L’ Immacolata protegga e benedica sempre Padre Manelli, Padre Pellettieri, tutti i Frati, Suore e laici a loro vicini. Ave Maria!

  2. Sono d’accordissimo con Patrizia. Però mi sono chiesta da sempre: perché questi eccezionali santi Frati non si sono mai ribellati? A me parve fin dall’inizio che ci fosse un silenzio e un’accettazione supini molto sbagliati.
    Secondo me c’erano gli estremi per ricorsi e denunce.
    O sbaglio?

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