La “via pulchritudinis” con Gaetano Bellei

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Noi de Il Cammino dei Tre Sentieri siamo convinti che è importante ribadire che Dio è Somma Verità, Somma Bontà e Somma Bellezza. Che la Verità Cattolica non solo è “vera” ma è anche “bella”, che non solo soddisfa pienamente l’intelligenza con la sua inappuntabile logica, ma anche il cuore con il suo costitutivo e irresistibile fascino. Ed ecco perché le nostre meditazioni devono muovere anche dalla contemplazione della Bellezza, utilizzando quella che si è soliti definire la “Via Pulchritudinis”… appunto: la “Via della Bellezza”, che è il Terzo Sentiero de “Il Cammino dei Tre Sentieri”


La nonna, di Gaetano Bellei (1857-1922)

Il non saper “dire di no” è atteggiamento non poco diffuso.

Ma i “non saper dire no” non sono tutti uguali.

Quando  è esito di mancanza di sicurezza o per non scompaginare certi rapporti che si ritengono utili, allora è un problema non indifferente. E’ un segno di autentica debolezza, che va corretto. Ma quando il “non saper dire di no” nasce da altro, allora si configura come l’atteggiamento più naturale, come l’atteggiamento più vero.

Una nonna rientra in casa dopo aver raccolto tante gustosissime ciliegie. Ne ha il cesto pieno. Ma non appena ha varcato la soglia, i suoi nipotini l’assaltano, l’abbracciano, la stringono a loro, la riempiono di baci. Con il chiaro e manifesto intento di poter gustare subito quel ben di Dio.

La nonna, d’istinto, cerca di proteggere il raccolto e il suo sguardo sembra parlare e dire chiaramente ai piccoli: “E’ per voi, ma abbiate la pazienza di attendere…”

Ma si tratta -altrettanto chiaramente- di una resistenza che non vuole proprio essere tale. E’ lo sguardo e il volto sorridente dell’anziana donna che sembrano completare quelle parole e dire: “… forza, forza… prendete pure.”

In quest’opera c’è l’inesorabilità del Tempo. Basterebbe paragonare la pelle luminosa e distesa dei ragazzi con quella rugosa e sofferta della nonna.

Ma in quest’opera c’è anche la soluzione del Tempo. Tra gli sguardi dei giovani nipoti e quella della nonna non c’è differenza. Gli occhi brillano a tutti e quattro i personaggi. Sono occhi che non hanno età, perché occhi di gioia e di serena complicità.

Non c’è trascorrere del Tempo che tenga, se si scopre che al centro di tutto c’è il dono, se si scopre che al centro di tutto vi è il legame che tiene uniti.

Ci piace leggere quel cesto, pieno di succose ciliegie, come la vera Novità che riempie la vita, che lega nella gioia e dà ragione agli affetti.

La Novità che fa capire che non si è soli nell’esistere.

Quella Novità che vince il Tempo e che fa sì che la luce degli occhi rimanga inalterata al di là degli anni e della vecchiaia.

L’unica, vera, Novità che è Dio.


Dio è verità, Bontà e bellezza

Il cammino dei Tre Sentieri


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